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Senza sosta, senza fiato ma con un’infinità di notizie e di sorprese. Il torneo Final sta entrando davvero nel vivo ed oltre che dal campo, i molti colpi di scena e le discussioni succulente arrivano dal di fuori, come sempre è avvenuto per questo campionato, reso unico e spettacolare proprio dal contorno. Così accade che l’Arsenal cacci dalla panchina Gustavo Alfaro e chiami un personaggio tanto amato quanto discusso in tutta la nazione, Martin Palermo. Un ritorno a bomba il suo. L’Arse è in un momento davvero buio, nonostante il passaggio storico del turno in Libertadores il campionato è stato ormai accantonato, vedremo se il carattere e l’orgoglio de “El Loco” risolleveranno El Viaducto nel Final e se il viaggio nella copa porterà a grandi traguardi.

Nel frattempo, anche le squadre che vanno molto bene in classifica e che vivono momenti di gioia e speranza, vengono di continuo destabilizzati da cattive notizie. E’ il caso del River Plate e in particolar modo del suo allenatore, Ramon Diaz. Il caso è scoppiato, la bomba è deflagrata. L’allenatore del River Plate, nelle interviste a caldo a bordo campo, dopo il match vinto contro l’Atletico Rafaela, ha ringraziato apertamente del loro sostegno i Borrachos del Tablón, il gruppo violento della tifoseria, la barra brava del River, provocando anche la risposta piccata dello stesso intervistatore. El Pelado in questi giorni si è affrettato a smentire tutto, dicendo di essersi confuso e di aver preso un nome a caso per ringraziare l’intera curva. Le scuse però non reggono; la vicenda è ormai nota e di lunga data in Argentina, con alcune intercettazioni tra il figlio di Ramon, Emiliano, e i rappresentanti della barra. Da ultimo, un altro chiaro segnale: uno striscione dedicato all’allenatore era stato attaccato in occasione del Superclasico con il Boca, ma nello stadio Monumental, vuoto e chiuso! Chi ce l’avrà messo? E adesso rispuntano fuori queste frasi  amichevoli. Si dice che Diaz sia già stato iscritto al registro degli indagati a Buenos Aires, per questi comportamenti che minano la solidità di uno sport come il calcio e la sicurezza di uno spettacolo unico come quello argentino. La risposta del presidente D’Onofrio, nemico pubblico numero uno della barra dei Borrachos e quindi osteggiatore del Pelado, è arrivata immediata e sibillina, commentando come “completamente fuori luogo” le dichiarazioni di Diaz e arrivando a mettere in discussione l’allenatore a fine stagione per poi ritornare sui propri passi e dicendo “Il mio compito come presidente è di credere nell’allenatore e parlare con lui. Quando un uomo si è sbagliato e si scusa, va considerato come un bene; il problema è non correggersi”.

Allenatori nella bufera, che prima vogliono andarsene, criticano chi li critica e poi rispondono con dei risultati fantastici. E’ il caso del “Tano” Ricardo Caruso Lombardi, vulcanico allenatore alla guida del Quilmes, migliorato moltissimo dal suo arrivo. Nonostante ciò, l’ultima sconfitta con l’Estudiantes gli aveva fatto perdere le speranze e la fiducia, rassegnando le dimissioni, per poi ritirarle dopo un colloquio con la dirigenza. Dichiarando “di essere un traditore” se si fosse dimesso e di proseguire fino a fine stagione. Ma ci sono partite che cambiano un’intera stagione. Los Cerveceros hanno espugnato il Fortin del Velez Sarsfield, in uno degli anticipi di ieri, con un 3 a 1 davvero impronosticabile. Una vittoria storica, contro un avversario nettamente superiore, epica perché giocata con tantissimi cambi di formazione e ottenuta con una grinta e un sacrificio altissimi. Una vittoria che pesa come un macigno, dato che il Quilmes ha ottenuto altri punti preziosi che l’hanno portato fuori dalla zona descenso.

Nell’altro anticipo l’Olimpo schiaccia gli insetti colorati dell’Argentinos Juniors per 3 a 0 e così facendo mette un altro mattoncino nel cammino alla salvezza, mentre allo stesso tempo manda al tappeto la squadra di Borghi, ancora ultima e quasi condannata alla B. La vittoria di tre giorni fa con il Velez è stato solo un riflesso di luce passeggero in un tunnel lungo e buio.

Partite del 15/04:

Olimpo – Argentinos Juniors

Gli insetti rossi sono stati schiacciati da un treno. “El Tren” Valencia, figlio d’arte, oggi gioca nell’Olimpo e sta iniziando a segnare a ripetizione. Una doppietta per mandare l’Olimpo in estasi e la salvezza è quasi raggiunta. All’Argentinos Juniors servirà tanta fortuna e dovrà iniziare a credere nei miracoli. Partita messa subito nel modo ideale per gli aurinegros di Perazzo, protagonisti di un campionato di grande valore fin qui. Due gol in tredici minuti e Bichos sistemati. Carichi e motivati al massimo, i padroni di casa hanno subito messo alle corde gli avversari, scaricando la rabbia egli attacchi di un pugile bramoso di successo, crando subito pericoli a ripetizione con Gissi e Valencia e dopo appena 6 minuti andando in gol con il colpo di testa di Musto. La grande partita di Valencia poi è proseguita, prima con il raddoppio al ’13, beffando con un pallonetto l’uscita a metà di Fernandez. Al ’42, terzo gol, con un contrattacco vincente ancora con El Trencito Valencia, partita finita e Bicho k.o. Il tecnico Borghi che è stato espulso per proteste ancora nel primo tempo, con un nervosismo cronico ormai. Olimpo che vede la salvezza, Argentinos che vede la B.

Velez Sarsfield – Quilmes

Il Velez non c’è più. Terza sconfitta consecutiva e seconda di fila contro una rivale, con tutto il rispetto per Argentinos e Quilmes, nettamente inferiore. La squadra sembra essere scoppiata, la crisi è nell’aria. La classifica per El Fortin parla di settimo posto, a meno 4 dall’Estudiantes, facilmente peggiorabile visto che ancora devono giocare tutti gli altri. La rivoluzione di Caruso Lombardi ha scosso la squadra, andata in campo con 9 cambi iniziali dall’ultima, cambi che hanno funzionato benissimo evidentemente. La vittoria è stata facilitata da una imbarazzante retroguardia ospite che ha regalato due gol nei primi 8 minuti, spianando la strada alla vittoria del Cervecero. Certo, il Quilmes da quel momento si è difeso e ha giocato con il coltello tra i denti, con grinta e dinamismo da vendere. Il Velez depresso ci aveva provato con Pratto a riaprirla, al ’28. Dopo un grande tira e molla però, la squadra del Turu Flores ha mollato del tutto nel finale, concedendo anche il terzo gol su rigore, con conseguente doppia ammonizione ed espulsione di Desabato e il gol di Lema, al minuto 93. Cervecero salvo al momento; Velez irriconoscibile, caduto in una crisi netta quanto improvvisa.

 

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