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Santiago Garcia

L’Italia è spesso un luogo magico per gli argentini, un campionato ideale per tentare la completa maturazione dopo aver dimostrato in patria di essere pronti per il balzo in Europa. In molti scelgono la Serie A per potersi ambientare al meglio: popolo latino,tifoseria calda, clima favorevole e spesso una colonia di compatrioti che facilita l’adattamento al nuovo ambiente. Tutto ciò aveva convinto il giovane Santiago Garcia a lasciare il suo Rosario Central alla volta di Palermo, squadra sud americana per antonomasia ed in cui vi erano concrete possibilità di trovare spazio. La stagione 2010-2011 è un’annata particolare: talenti come Miccoli, Pinilla e Pastore da un lato, i soliti esoneri di Zamparini dall’altro, con Delio Rossi dapprima sostituito da Serse Cosmi e poi richiamato in panchina. E’ l’anno dell’Europa League e della finale in Coppa Italia poi persa contro l’Inter, ma Garcia non impressiona più di tanto nessuno dei due allenatori: terminerà la stagione con sole 7 presenze in tutte le competizioni.

L’anno successivo Santiago cambia nuovamente aria, passando al neo promosso Novara di Tesser in prestito, con l’ambizione di poter giocare stavolta da titolare. Ancora una volta, però, la sua voglia viene frenata dalle diverse priorità del mister, che tenta di dare continuità al gruppo della promozione. Una volta superato lo scoglio dell’esordio (all’ottava giornata) non lascerà più il posto da titolare, terminando il campionato con 21 presenze. Il Novara retrocede, ma Garcia può dire di ritenersi soddisfatto per il primo gol in campionato segnato nella rocambolesca vittoria ai danni del Milan a San Siro.

Il Novara in B non ha le possibilità per riscattare Garcia ed il difensore torna a Palermo, con un anno di esperienza sulle spalle e le carte in regola per giocare titolare. La sua duttilità che permette al mister di impiegarlo sia da esterno sinistro che nella difesa a 3 lo aiuta a raggiungere ben 32 presenze in campionato ed a realizzare il suo primo gol in rosanero contro la Samp. Stagione da incorniciare? In realtà le prestazioni di Garcia non sono propriamente positive: tanti errori, papere difensive e continue indecisioni palla al piede gli fruttano i continui fischi del Barbera, contribuendo a creare intorno alla squadra un clima di forte pressione ed inquietudine. Il Palermo retrocede ed è un risultato clamoroso se si pensa ai traguardi raggiunti negli anni precedenti: la piazza si ribella prendendosela con i giocatori e Santiago è tra i più bersagliati. Non si sa quanto siano attendibili le minacce di morte di cui si parlò in quel periodo, ma in ogni caso l’ambiente era diventato troppo pesante ed alcuni screzi tra l’agente di Garcia e la società fecero pensare ad una risoluzione contrattuale, cosa sempre negata dai dirigenti del Palermo.

A 25 anni il difensore sembra aver già raggiunto il punto più basso della sua carriera, sia dal punto di vista puramente tecnico che morale ed emotivo, scioccato da una stagione negativa sotto quasi tutti i punti di vista. Già, quasi. Le sue prestazioni, seppur non all’altezza, hanno infatti suscitato l’interesse del Werder Brema, alla ricerca di un terzino e colpiti dall’atletismo di Santiago Garcia. Il Palermo accetta il prestito e l’argentino è nuovamente pronto a fare le valigie: la Germania è un posto freddo, lontano dai ritmi di vita latini che si potevano in un certo senso ritrovare in Italia, ma una volta toccato il fondo si può solo risalire e la nuova avventura viene intrapresa con ottimismo ed un barlume di speranza. Santiago arriva a Brema in punta di piedi, memore delle delusioni scottanti avute in Italia, ma i Germania il clima pare sereno e l’allenatore Dutt sembra credere in lui. Dopo qualche partita di ambientamento viene schierato titolare e da quel momento la fascia sinistra del Werder diventa di sua proprietà.  La grinta e la foga che a Palermo avevano lasciato spazio alla paura e all’insicurezza vengono fuori alla grande ed i tifosi del Weserstadion non tardano ad iniziare ad apprezzare il suo spirito combattente.  La difesa del Werder non è certo tra le più solide, ma l’attitudine  offensiva della squadra permette a Garcia di sganciarsi molte volte in attacco dove è spesso pericoloso: in 11 partite riesce a segnare due reti, che festeggia lanciandosi tra i tifosi di cui è diventato l’idolo indiscusso. La fortuna, però, non è tra i migliori alleati del “guerriero” (come viene ribattezzato dalla curva biancoverde): ad inizio Marzo viene colpito da un grave infortunio al ginocchio che probabilmente lo terrà fuori fino alla fine della stagione. Se il riscatto di due milioni che la società avrebbe dovuto esercitare nei confronti del Palermo era una pura formalità fino ad un paio di mesi fa, dopo l’infortunio viene nuovamente messo in discussione. Garcia spera vivamente che ciò avvenga: la sua nuova dimensione a Brema è un qualcosa di inaspettatamente incredibile ed un ritorno a Palermo, seppur in condizioni totalmente differenti, potrebbe rappresentare un passo indietro nella maturazione del giocatore e dell’uomo. Staremo a vedere cosa deciderà di fare la società del Werder, ma occhio all’opinione dei tifosi: togliere al popolo il proprio guerriero potrebbe essere una scelta non propriamente azzeccata.