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Carlos Tevez ha capito che non andrà ai Mondiali, nonostante numerose petizioni e sollevazioni popolari inscenate per chiedere al ct dell’Argentina, Alejandro Sabella, di inserirlo nella lista dei 23 convocati della Seleccion che prenderà parte alla rassegna iridata in Brasile fra due mesi. “Non andrò lì a vedere le partite dell’Argentina, forse non guarderò i miei compagni neanche in tv, invece penso proprio che porterò mia moglie ed i miei tre figli a Disneyland“. E’ quanto lo stesso Tevez ha dichiarato al giornale argentino “Cronica”.

BELLA DOMANDA – Forse non tutti sanno poi che Tevez e lo stesso Sabella hanno condiviso una esperienza in comune al Corinthians. E’ proprio l’attaccante bianconero a svelarlo: “Siamo stati insieme con il Timao, lui era il viceallenatore, il nostro rapporto era ottimo. Tutti mi chiedono come mai io non venga “scientificamente” convocato ed io non so e non voglio rispondere a questa domanda perché non intendo mancare di rispetto a nessuno, semplicemente le cose stanno in questo modo. Il ct Sabella è convinto delle sue scelte e crede negli uomini che fanno parte dell’attuale gruppo, proverà a vincere seguendo le sue convinzioni. Io non ho fatto parte di questa squadra e non voglio essere convocato soltanto perché è la gente a chiederlo, spero di meritarmi la chiamata per meriti miei, intanto penso a vincere con la Juventus e poi alle meritate vacanze”.

LEO IL MIGLIORE – Tevez poi smentisce una voce circolata in Argentina sul perché venga sistematicamente ignorato: “C’è chi dice che questo ostracismo nei miei confronti derivi da un presunto cattivo rapporto con Messi, ma è falso, non so da dove escano fuori queste stupidaggini. Lui è una persona deliziosa, molto rispettosa e con la quale ho condiviso molti allenamenti e momenti lavorativi. Spero che possa essere il suo Mondiale, è il migliore al mondo assieme al mio ex compagno al Manchester United, Cristiano Ronaldo“.

IN TESTA SOLO IL BOCA – Infine Tevez ribadisce il suo proposito di “oscurare” l’Argentina: “Non la guarderò perché voglio evitare di farmi prendere dal nervosismo e dalla nostalgia. Ringrazio tutte le persone che mi vorrebbero con la maglia albiceleste ma ora le cose stanno così. L’Argentina ha tanti buoni giocatori e dovrà vedersela con Brasile, Spagna, Germania, Spagna ed Italia. Io penso semmai ancora al Boca Juniors, quella è casa mia, c’é la mia gente, sarà sempre la mia maglia, però mi piacerebbe tornare in un club dove regna la pace e non dove ci sono liti tra dirigenti, giocatori e tifosi. Tornerò agli xeneizes solamente quando l’unico obiettivo sarà scendere in campo per vincere”.