SHARE

ilicicfirenze

Ci sono giocatori che arrivano in punta di piedi, nessuno li conosce, e alla fine finiscono per stupire, passando in poco tempo da “sorprese” a veri e propri “colpi”, tanto per rimanere in casa viola possiamo citare, ad esempio, Borja Valero, Gonzalo Rodriguez o Savic. Altri, invece, si presentano sotto i migliori auspici, regalando anche qualche bella dichiarazione in cui tutto traspare esclusa la modestia, tutta rose e fiori, pagati e stipendiati come “Cristo comanda”, eppure incapaci di incidere sul terreno di gioco. Questo è il caso di Ilicic e di Matri, giocatori che, negli anni passati, avevano dimostrato di valere e meritarsi la massima serie italiana, e che oggi si ritrovano sul banco degli imputati.

ILICIC TIRA PUNIZIONI Unica vera attinenza dello sloveno, dinoccolato, sgraziato alle volte, quasi frustrato nel suo stesso incedere, quasi più simile ad un “mortaio” che ad un vero e proprio trequartista. Effettivamente il valore tecnico del giocatore, in particolare del suo sinistro, è indubbio, è però desolante constatare che questa sia la sua unica arma di offesa, ammantata, quasi offuscata, dalla sua scarsa attinenza al sacrificio e alla corsa. Firenze e i fiorentini hanno sempre messo in dubbio il suo acquisto, i più maligni addirittura si sono lanciati nella supposizione che Ilicic sia stato preso per non far “arrabbiare” Zamparini dopo il mancato riscatto di Viviano, un altro che non proprio benissimo aveva fatto in quel di Firenze. Montella non l’aveva digerito subito in sede di ritiro, del resto non è un mistero che il tecnico partenopeo lo volesse “trasformare” in un interno di centrocampo, mutazione che non era avvenuta proprio per la volontà del giocatore che si era detto contrario a tale soluzione, tanto da rimanere relegato per buona parte della stagione in panchina a causa anche di un infortunio che ne aveva minato l’integrità fisica.

MATRI A TEMPO Il velino viola conta il suo tempo, verosimilmente la lancetta si fermerà allo scadere dell’ultimo minuto di questa annata di Serie A, poi potrà migrare altrove, magari in Premier League, dove ad aspettarlo ci potrebbe essere il suo vecchio mentore Massimiliano Allegri. A Firenze sono ormai rimasti in pochi a difenderlo, contro la Roma l’ex Juventus ha dimostrato tutti i suoi limiti tecnici, non riuscendo a liberarsi una sola volta in 45 minuti, nonché caratteriali, facendosi ammonire per proteste da diffidato in pieno recupero. Tutte cose che lasciano l’amaro in bocca ai tifosi gigliati e a Montella stesso, che gli ha preferito il giovane Matos in più di un’occasione. Del resto anche questa scelta è quanto meno ponderata, meglio cercare di sviluppare un giovane di proprietà che mandare in campo un giocatore in prestito secco, magari rivalutandolo, per di più in un finale di stagione che sembra essere scolpito a caratteri cubitali nel marmoreo sasso del campionato stesso.

ILICIC-MATRI-CAMPIONATO Un campionato noioso, il più noioso che si ricordi, con le prime quattro posizioni che non sono mai cambiate negli ultimi 5 mesi, testimonianza di come il livello della stessa nostra massima serie si sia abbassato rispetto al passato. I tifosi della Fiorentina si chiedono come sarebbe andato il tutto se Gomez e Rossi non si fossero mai infortunati, è però più che doveroso aspettarsi anche ricambi e soluzioni alternative di livello, se è vero che si vuole combattere per qualcosa di importante. Matri e Ilicic non sono stati capaci di sostituire al meglio gli infortunati illustri viola, dimostrando le proprie carenze, figli, perchè no, di un campionato sempre più al ribasso e in cui si passa velocemente da l’essere “sconosciuti” a “sorprese” e, infine, “bidoni”.