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Leonardo, ex allenatore di Milan ed Inter oltre che direttore sportivo del Paris Saint-Germain targato Al-Khelaifi fino allo scorso 2 settembre, ha rilasciato un’intervista al network UOL Esporte nella quale parla delle sue esperienze calcistiche passate prima in panchina e poi dietro alla scrivania. Ecco quanto evidenziato da Maidirecalcio:

IL MILAN – Leonardo comincia dai rossoneri, per i quali ha anche giocato dal 1997 al 2001 e per una sola occasione nel 2002-2003: “Lo so che il mio addio al Milan creò delle polemiche a suo tempo, è stata una reazione normale, ma il mio obiettivo nella vita è cogliere tutte le occasioni che mi si presentano davanti. Al derby successivo, quando ero sulla panchina dell’Inter, sentivo la forte ostilità dei tifosi rossoneri. Per problemi ed incomprensioni personali però dovetti andarmene, mi sentivo messo da parte dalla società“.

L’INTER – In nerazzurro Leonardo confessa di aver trovato la serenità perduta: “Con Massimo Moratti avevo e ho ancora un ottimo rapporto, allenare l’Inter era una grande sfida che ho voluto accettare con entusiasmo. E’ stata una esperienza favolosa nonostante lo scotto da pagare per passare alla rivale cittadina fosse molto alto, ma ritengo che tutto questo faccia parte del gioco. Comunque il mio rispetto per il Milan non è cambiato nonostante l’affetto che serbo per l’Inter”. Lo scorso novembre Leonardo aveva detto poi: “Non tornerò mai più al Milan mentre sarei disponibile in caso di una chiamata dell’Inter“.

IL PARIS SAINT-GERMAIN – Leonardo conclude analizzando il suo biennio come direttore sportivo del PSG, club in cui ha militato da giocatore nel 1996-97 prima del Milan e che da dirigente ha portato alla conquista di una Ligue 1 e di una Coppa di Francia: “Non mi pento di nulla, lasciai l’Italia per approdare a Parigi a luglio 2011 dato che il PSG aveva un progetto vincente e puntava su di me, questa è una di quelle occasioni che capitano una volta nella vita. Il mio ruolo di ds prevedeva libertà di azione ed autonomia totale con lo scopo di costruire una squadra che competesse per la vittoria della Champions League. Dovevo accettare e penso che il lavoro svolto sia stato molto buono, anche se l’epilogo dovuto all’ingiustizia subita mi ha fortemente demotivato”.

LA CAUSA – Leonardo si era visto sospendere in prima istanza per nove mesi per la spallata all’arbitro Castro al termine di Psg-Valenciennes di Ligue 1 del campionato 2012-2013, poi era giunto il ricorso della Disciplinare di aumentare di altri cinque mesi la sanzione. Leonardo, che sarebbe potuto tornare al lavoro solo il 30 giugno 2014, aveva così deciso di rassegnare le dimissioni da ds del Paris Saint Germain (vedi qui).

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