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Cagliari Calcio v SSC Napoli - Serie A

Da Cagliari a Leeds sola andata: è il viaggio di Massimo Cellino che finalmente può mettere le mani sulla squadra inglese attualmente militante in Football League. Nello Yorkshire l’imprenditore sardo, negli ultimi anni di stanza a Miami, proverà a risorgere sportivamente parlando dopo essersi congedato a suon di interviste nelle ultime settimane, quando ha parlato di situazione ingestibile e di essere stato costretto alla fuga da Cagliari.

PRONTI AL VIAVAI – E probabilmente Cellino si porterà appresso anche qualche giocatore: a gennaio aveva provato a far spostare in Inghilterra il brasiliano Avelar e l’italiano Tabanelli, appena prelevato dal Cesena, non riuscendoci per lo scoccare del gong del calciomercato invernale; In vista della prossima stagione però pare che tra i vari Del Fabro, Adryan e addirittura Ibarbo e Pinilla qualcuno possa sbarcare ad Elland Road a basso costo, con il Leeds che, parole dello stesso Cellino, “mira ad arrivare in Premier League nel giro di un biennio”.

CAMBIO MAGLIA, NON PRESIDENTE – Questa politica però rischia di far passare il Cagliari come un discount a prezzi di saldo, che è un pò il rischio che si corre quando una stessa proprietà gestisce due compagini, situazione già vissuta in passato nel calcio italiano con Franco Sensi che deteneva il possesso sia della Roma che del Palermo per un breve periodo, o di Maurizio Zamparini, che scambiò praticamente il parco giocatori del suo Venezia proprio per entrare in controllo del club rosanero.

POVERI TIFOSI – Il tutto con buona pace dei sostenitori del Casteddu, che mai hanno smesso di sostenere Cellino salvo negli ultimissimi mesi, quando erano uscite fuori le voci poi rivelatesi veritiere di un suo interessamento al Leeds e di un atteggiamento di disimpegno evidente, nonostante il presidente abbia affermato che il recente esonero di Diego Lopez dalla guida tecnica degli isolani rappresenti il suo vivo interesse per il Cagliari. Ma un anno fa, quando Cellino visse l’umiliazione del carcere, i supporters rossoblu c’erano, così come c’erano negli ultimi, tribolati campionati nei quali la compagine rossoblu non ha mai avuto uno stadio di casa. Ma si sa, a rimetterci è sempre chi non c’entra nulla.

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