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Walter

E’ la vigilia di Inter-Napoli, una partita decisiva per il piazzamento europeo dei nerazzurri e ricca di significati visto l’incrocio degli ex sulle due panchine. Se quella di Benitez fu però soltanto una breve parentisi in nerazzuro, ben altra è stata la storia di Mazzarri in terra campana. Queste le parole del tecnico livornese nel consueto appuntamento con la conferenza stampa della vigilia.

Vincere con sacrificio – “Col Napoli è una partita difficile. Lo dice la classifica. Cercheremo di fare il massimo e alla fine tireremo le somme”. “A Napoli abbiamo fatto noi la gara e poi abbiamo perso sulle ripartenze. Nel calcio ognuno dice la propria opinione, io dico sempre ai miei cosa voglio e il discorso delle filosofie diverse l’abbiamo visto anche in Champions, con club di altissimo livello. La cosa che è emersa maggiormente è questa: chi vuole vincere deve anche sacrificarsi, conta lo spirito di gruppo”.

La maledizione del tris – “Non sono abituato a guardare le statistiche, penso soprattutto a guardare come stannoi giocatori e le prestazioni. E’ un anno in cui dobbiamo sempre correggere qualcosa. Difficilemente facciamo 90′ nello stesso modo. Io guardo molto la crescita e le evoluzioni personali. Dobbiamo capire dove sbagliamo. Ultimamente concediamo 15′ all’avversario e non chiudiamo le partite”.

Chi gioca bene lo confermo – “Le scelte le vedrò domani, c’è ancora un allenamento. Chi fa bene la domenica prima, si guadagna la riconferma. Ho sempre fatto così. Soprattutto quando la squadra vince”. “Andreolli va bene e si è allenato bene. Tre difensori sani sembra che ci siano…”.

De Laurentiis – “Sono sempre concentrato sulla partita, ma non ho problemi a salutare le persone con cui ho lavorato.Ho fatto tanto e bene, ho fatto gli interessi del club. Quattro anni stupendi vissuti intensamente. Poi quando uno lascia non sempre è capito”.

Chiudere bene – “A tutti piace vincere e finire bene, arrivando più in alto per i nostri tifosi. Visto il campionato come è stato, abbiamo ottenuto risultati strani e voglio andare cauto. Con il Napoli sarà un altro esame importante per valutare anche i giocatori come si comportano in certe partite di cartello”.

Le scelte – “ Kovacic l’ho visto molto maturato e l’ho impiegato per quello. E’ stato bravo a essere utile e non a caso insieme a lui la squadra è cresciuta. Lo dico anche a Icardi questo: ci vuole concentrazione anche senza palla. Anche le big europee hanno i top player che si sacrificano e tutti devono essere funzionali alle due fasi. Kovacic cresce. Cambiasso centrale? Abbiamo provato diverse soluzioni, anche la difesa a quattro. Vedremo come possiamo cambiare, ma Cambiasso è talmente duttile che può fare tanti ruoli”.

Quarto posto e futuro – “In questo momento non c’è un obiettivo preciso. Faremo il massimo e poi tireremo le somme. Un obiettivo non c’è mai stato questa stagione. I risultati vanno tarati rispetto agli investimenti. Il valore dei giocatori va capito e valutato con grande attenzione, non in maniera approssimativa”.

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