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rugby

Un tifoso armato di tutto punto immortalato mentre fronteggia l'imponente barriera che lo separa dal campo.
Un tifoso, armato di tutto punto, immortalato mentre fronteggia l’imponente barriera che lo separa dal campo.

Parma, giovedì 1 maggio. Allo stadio “XXV aprile” è di scena la partita di rugby fra i padroni di casa delle Zebre e i gallesi dell’Ospreys valida per la penultima giornata di RaboDirect Pro12, competizione che vede sfidarsi le migliori squadre gallesi, scozzesi, irlandesi e italiane (due, oltre alle Zebre c’è anche la Benetton Treviso). I padroni di casa, tra i quali figurano molti nazionali italiani come Mauro Bergamasco, Marco Bortolami e Luciano Orquera, sono ultimi ed hanno collezionato sin qui 4 vittorie, 2 pareggi e ben 14 sconfitte, ma al loro ingresso in campo vengono accolti dal boato del pubblico sistemato sulle tribunette adiacenti al campo. Nel rugby le barriere non esistono, tanto che molti tifosi scambiano qualche battuta con le riserve durante il match o gli danno il cinque. L’inutile tessera del tifoso non è contemplata, dal botteghino il biglietto per una curva costa poco più di una birra ma quando non c’è il pienone, come tre giorni fa, lo steward (uno) chiude un occhio e fa accomodare chiunque lo voglia in tribuna, dove si vede meglio il gioco. Quando lo speaker legge i nomi degli avversari gli applausi si fanno scroscianti, così come dopo il minuto di raccoglimento (60 secondi effettivi rispettati in religioso silenzio, senza il minimo rumore) in memoria di Almer Berselli, presidente del Modena Rugby.

In campo è una battaglia, ma il tutto si svolge in un clima di lealtà. Dal vivo, in ogni caso, fa una certa impressione assistere a mischie e placcaggi per aggiudicarsi l’ovale o bloccare un avversario in corsa. Nonostante volino botte da orbi nessuno si lamenta o fa scena. Le Zebre partono bene con Orquera che prima centra i pali su calcio piazzato e poi manda in meta Venditti. Gli Ospreys accorciano con due punizioni di Biggar, ma è ancora Orquera a portare gli emiliani sul +10 a fine primo tempo. Nella ripresa gli ospiti, quinti in classifica, cambiano marcia e vanno in meta ripetutamente, ribaltando il risultato. Nel frattempo due o tre giocatori abbandonano il campo, chi per infortunio chi perché ha la maglietta zuppa di sangue (non il proprio), mentre sugli spalti è una festa con i tifosi gallesi che sbevazzano seduti al fianco degli italiani. Nonostante l’incitamento del pubblico sembra profilarsi l’ennesima sconfitta per le Zebre, sotto di quattro punti a pochi secondi dalla fine. All’80esimo minuto, l’ultimo, accade l’inimmaginabile: i padroni di casa, trascinati dal pubblico, sfondano e vanno in meta con Palazzani. Iannone, poi, sigilla il finale nel tripudio generale.

La gara finisce, gli sconfitti, come da tradizione, applaudono i vincitori che, dopo l’invasione di campo dei bambini, effettuano un giro di campo raccogliendo l’ovazione del pubblico. Squadra, tifosi e avversari si ritroveranno dopo la partita nello stand allestito per il terzo tempo. Mischiati tutti insieme, a bere birra e mangiare fino a tardi: qualcuno scatta foto ricordo, qualcun’altro chiacchiera del più e del meno con Bortolami, qualcun’altro ancora brinda con un energumeno gallese. Gli unici spari che si odono, nel rugby, sono quelli dei fuochi d’artificio che festeggiano la squadra.

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