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dabo lazio

Maidirecalcio ha contattato telefonicamente Ousmane Dabo, ex centrocampista di Lazio, Atalanta, Parma e Vicenza, portato in Italia  nel 1998 dall’Inter. Classe 1977, Dabo ha mosso i primi passi nel Rennes prima di percorrere una brillante carriera condita da due Coppe Italia conquistate in biancoceleste oltre a due Supercoppe Italiane vinte rispettivamente col Parma e con i capitolini. Dabo ha militato anche in Premier League con il Manchester City e nella MLS americana con i New England Revolution.

Ciao Ousmane e grazie per aver accettato il nostro invito. La prima domanda è “di attualità”: siamo curiosi di sapere cosa fai oggi, dopo che hai smesso di giocare nel 2011.

Adesso mi occupo della mia marca di abbigliamento, French Deal, assieme ai miei soci Steeven Kodjia ed il giocatore NBA degli Indiana Pacers, Ian Mahinmi. Stiamo lavorando per farla crescere e ci stiamo togliendo tante belle soddisfazioni. Poco tempo fa abbiamo avuto come testimonial i due calciatori della Lazio, Keita Baldè e Michael Ciani.

Ci parli del tuo impatto con la Serie A? Cosa provasti quando l’Inter ti acquistò nel 1998?

Quando sono arrivato in Italia la Serie A era il miglior campionato del mondo, c’erano i più grandi giocatori in circolazione come Zidane, Ronaldo, Batistuta...fu un gran colpo per me che arrivavo dal Rennes che allora lottava per la permanenza in Ligue 1 e che comunque da anni riesce a mantenere la categoria disputando anche delle buone stagioni. Dopo di me in rosa per esempio arrivò l’ex romanista Shabani Nonda che si mise in luce con i bretoni e fece una buona carriera. Per quanto riguarda Ousmane Dabo da giovane, ho avuto l’occasione di giocare al fianco di grandi campioni e questo è stato molto significativo.

Il tuo rapporto con l’Italia com’è? Torni spesso qui?

Con l’Italia ho sempre un buonissimo rapporto, ho ancora tanti amici da queste parti alla luce dei miei 12 anni di militanza in Serie A. Ho vissuto in Italia praticamente per un terzo della mia vita ed un pò mi sento italiano.

Razzismo nel calcio: come si contrasta? Tu hai mai avuto problemi a riguardo?

Si, ma non ho mai risposto alle provocazioni perché se reagisci dai soddisfazione a certa gente, invece è meglio passarci sopra. L’ignoranza purtroppo ci sarà sempre, bisogna contrastarla con l’educazione ed il processo di crescita dei più giovani, a scuola e nei centri di formazione per lo sport. Bisogna capire che il colore della pelle non rappresenta un fattore di discriminazione.

Che esperienza è stata quella al Manchester City?

Ho giocato con i Citizens dal 2006 al 2008, nel periodo in cui il club inglese stava cominciando a diventare grande. Proprio a metà della mia militanza a Manchester arrivò al timone della squadra il thailandese Thaksin Shinawatra e con lui il City subito cambiò marcia. La dirigenza comprò Elano, Geovanni, Bojinov, Martin Petrov, Rolando Bianchi e tanti altri giocatori bravi, il Manchester City davvero puntava a fare grandi cose, fino ad arrivare ai livelli di oggi.

Hai concluso la tua carriera nella MLS americana. Che campionato è quello a stelle e strisce?

C’è una buona percezione del calcio negli Stati Uniti. Il “soccer” non è seguitissimo ma la gente va allo stadio con una buona affluenza, ogni partita con il mio ex club, i New England Revolution, presentava almeno ventimila-venticinquemila persone sugli spalti. Le aspettative e l’interesse del pubblico non saranno mai come gli altri sport principali che sono propri della cultura americana quali basket, baseball o hockey, la base di fan però è considerevole grazie anche alle persone di origine italiana o comunque latina che del calcio sono appassionati.

Cosa ne pensi della crescita di livello tecnico della Ligue 1?

La Ligue 1 è un buon campionato ma troppi giocatori importanti nati in Francia espatriano presto. E’ difficile che ad oggi ci siano squadre competitive al di là di Paris Saint-Germain o Monaco che per ovvie ragioni dispongono degli atleti migliori, le altre compagini si affidano di conseguenza ai giovani o agli stranieri. E la stessa Nazionale francese è composta dai top player che militano in Premier League, Liga e simili.

Chi sono stati gli idoli sportivi di Ousmane Dabo?

Ammiravo ed ammiro tuttora Jean Tigana assieme ad Éric Cantona. Quest’ultimo lo conoscono tutti, Tigana in campo invece era un giocatore completo, molto intelligente dal punto di vista tattico, giocava accanto a Platini in Nazionale oltre a militare nelle grandi di Francia.

Dicci la tua sul calcio italiano, che ne pensi del livello agonistico della Serie A?

Il calcio italiano lo seguo ancora molto e quando mi trovo a Roma cerco di assistere alle partite della Lazio, società alla quale sono molto legato. Oltre alla Juventus sono rimasto ben impressionato da Roma e Napoli. Gli azzurri sono una squadra molto buona, con un progetto ottimo che la porta a crescere di anno in anno. Nella prossima stagione potrà competere ancora di più per lo scudetto grazie ai suoi tantissimi ottimi giocatori. Quel che serve agli azzurri è maggiore continuità per poter lottare con la Juventus ed ora anche la Roma.

A proposito di Roma, in Francia che ne pensano dell’exploit di Rudi Garcia?

Si parla molto dell’ottimo lavoro svolto dell’ex allenatore del Lille. Non era facile ma Rudi Garcia è stato bravo a costruire tutto in una situazione ambientale molto complicata.

Torniamo al Napoli, che pare essere la società italiana che più di tutte sembra guardare alla Ligue 1 per la prossima campagna acquisti: facci un profilo dei vari N’Koulou, Koulibaly, Grenier, Lacazette e Gonalons

Nicolas N’Koulou del Marsiglia ha 23 anni, è un difensore veloce e bravo tecnicamente, abbastanza completo. Poi c’è un trittico del Lione: Clement Grenier, pure lui 23 anni, è considerato una promessa in Francia, un pò come Yoann Gourcuff a suo tempo. Sa dare il meglio di se stesso come rifinitore dietro alle punte, ha molta qualità ed una grande tecnica, vede bene pure la porta ed è uno specialista dei calci da fermo. Alexandre Lacazette (22) è una punta dinamica e veloce, attacca gli spazi, è micidiale in zona-gol e secondo me ha un futuro roseo, ricorda molto Trezeguet per come sa finalizzare in area di rigore, mi piace tanto. Maxime Gonalons (25) è un buon giocatore ma secondo me i centrocampisti che il Napoli ha già in rosa sono più forti. I vari Inler, Behrami, ecc…sono superiori. Dico questo in quanto li ho anche affrontati in campo. Gonalons comunque ha tante buone qualità. Kalidou Koulibaly (22) del Genk è un prospetto dalle enormi potenzialità, tutti ne parlano bene e se il Napoli vorrà scommetterci su è perché è convinto delle sue qualità.

A proposito, sei mai stato vicino al Napoli in passato?

No perché gli azzurri si trovavano nelle serie inferiori, ma è una squadra dalla grande tradizione

Chiudiamo questa piacevole chiacchierata con il tuo momento sportivo più bello, oltre al rigore decisivo in Lazio-Sampdoria di Coppa Italia 2008/2009: quali sono le istantanee da ricordare per l’Ousmane Dabo calciatore?

Mi piace ricordare in particolare tutta la mia esperienza alla Lazio. Lì ho trascorso anni belli, significativi ed anche importanti dal punto di vista sportivo.