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Con l’avvento dei Mondiali di calcio, abbiamo deciso di rendere più accattivante la ricerca di Stelle Cadenti nel mondo del pallone: ci concentreremo perciò, nei prossimi appuntamenti, su quei calciatori che si sono fatti notare specialmente per la loro partecipazione ad una Coppa del Mondo. Prima, ovviamente, di cadere nell’oblio. Il primo membro di questa lista Mundial è l’asso senegalese El Hadji Diouf, un calciatore che (come tanti altri prima e dopo di lui) riassume perfettamente in sé stesso il significato di Genio&Sregolatezza.

Diouf ha “l’Africa dentro”, come disse fiero in un’intervista post Corea e Giappone: la sua terra natia è il Senegal ma con la sua famiglia si trasferisce ben presto in Francia. E’ qui che inizia la sua carriera da calciatore, grazie al Sochaux che nel 1998-1999 lo fa esordire in Ligue 1. La sua prima stagione da professionista regalò al ragazzo 15 partite senza reti. L’anno dopo, insoddisfatto, decise così di chiedere la cessione e di cercare fortuna al Rennes. La seconda avventura nel calcio francese va leggermente meglio, con 28 partite giocate e la soddisfazione della prima rete in assoluto. Grazie alle sue buone prestazioni, il ragazzo inizia a farsi notare dalla Nazionale del suo Paese. Nazionale di cui diventerà, negli anni successivi, un vero e proprio simbolo. La scelta che cambia la carriera di Diouf è quella che riguarda il suo trasferimento al Lens, dopo un solo anno al Rennes. Le cose vanno alla grande: in due anni, Diouf colleziona 54 gare giocate e 18 gol. Il suo Lens vince il Campionato Francese (piazzandosi secondo l’anno successivo) e si toglie delle soddisfazioni in Europa (una semifinale di Coppa Uefa e la vittoria ad Highbury contro il ben più quotato Arsenal). Al termine della seconda stagione, nel 2002, Diouf viene convocato dall’indimenticato C.T. transalpino Bruno Metsu per partecipare con la sua Nazionale all’appuntamento più bello che c’è: il Campionato Mondiale di calcio.

Il palcoscenico è rappresentato dalle atmosfere orientali di Corea e Giappone. Il Senegal quell’anno aveva già disputato la Finale di Coppa d’Africa, persa ai rigori contro il Camerun. Lo stesso Diouf era stato comunque eletto, come nella stagione precedente, “Calciatore Africano Dell’Anno”, mettendo così in luce i grandi progressi del calcio senegalese. L’avventura Mondiale pone il Senegal di fronte ad un girone che, teoricamente, è impossibile da superare: la Francia Campione del Mondo in carica, l’ostico Uruguay e la Danimarca del bomber Tomasson. Una gita di piacere per visitare le bellezze dei due Paesi ospitanti, per confrontarsi con culture nuove. Solo questo doveva essere quel Mondiale. E invece così non fu. Già dalla prima partita, Diouf è decisivo: mette a sedere tutta la squadra francese nell’azione che porta poi al gol decisivo di Diop. La vittoria è dolce contro la terra che l’ha adottato e lanciato nel calcio che conta. Diouf viene eletto migliore in campo di quella gara e il Senegal, clamorosamente, fermerà la sua corsa solo ai Quarti Di Finale. Le prestazioni di Diouf sono di alto livello, e difatti il giocatore viene inserito nell’All Star del Mondiale 2002. Un ambito riconoscimento che porta Diouf a cercare gloria anche all’estero. Il tempo sembra maturo. Le offerte non mancano, ma Diouf accetta quella insistente del Liverpool: la squadra inglese lo pagherà 10 milioni di sterline. Sembra l’inizio di un’esplosione definitiva. Anche in questo caso, pronostici errati.

I Reds vivono un ricambio generazionale: le partenze di giocatori come Anelka, Fowler e del Pallone D’Oro Michael Owen permettono a Diouf di ritagliarsi molto spazio. Il vero problema è che il senegalese non giocherà mai ai suoi livelli. Addirittura nella prima stagione gioca 26 volte senza mai trovare la rete. Nonostante la vittoria della Coppa di Lega, l’allenatore Gerard Houllier viene esonerato e con l’avvento di Rafael Benitez le cose vanno anche peggio: lo spagnolo non sembra avere fiducia in lui e così nel 2004 Diouf viene ceduto ad un’altra squadra inglese, il Bolton, non senza problemi burocratici tra le due società interessante. Nello stesso anno Pelè lo inserisce addirittura nella classifica dei FIFA 100, che include i 100 calciatori più forti della Storia. Molti non si capacitano di tale scelta, trovandola fuori luogo ed esagerata, considerando anche che Diouf sia dentro che fuori dal campo è abbastanza peperino: si fa spesso ammonire o espellere e si segnala spesso per varie esagerazioni fuori dal rettangolo di gioco. Diouf ne trae invece ispirazione e al Bolton torna ad essere un giocatore competitivo: In 4 stagioni, Diouf giocherà 114 gare di Premier League con i Wanderers, segnando anche 21 reti. Sarà inoltre ricordato per essere il giocatore del Bolton con il maggior numero di reti (3) nelle competizioni calcistiche europee. Per rimpolpare le casse societarie, il Bolton è costretto a cederlo: lo acquisterà il Sunderland, per 3 milioni di euro. Purtroppo, persa la sua dimensione al Bolton, Diouf giocherà una stagione mediocre con sole 14 presenze, senza mai segnare. Altra cessione dunque per lui: stavolta arriva il Blackburn: dal 2009 al 2011 60 partite e 4 gol. Nel mercato invernale però Diouf vuole cambiare aria e per lui si aprono le porte dei Rangers di Glasgow: con gli scozzesi esordisce in Europa League, peraltro segnando. Vincerà in seguito la Scottish League Cup e la Scottish Premier League, contribuendo dunque al double del suo club.

A fine stagione però i Rangers non gli rinnovano il contratto: per la prima volta Diouf risulta svincolato. Accorre in suo soccorso il Doncaster Rovers, squadra che militava nella Championship inglese (per intenderci, la nostra Serie B). Qui, più che per i risvolti sul prato verde (22 match, 6 reti), Diouf di va notare soprattutto per i suoi atteggiamenti molesti extracalcistici: viene infatti trovato spesso ubriaco nei bar, ed in un’occasione anche arrestato insieme al suo compagno di bevute, il giovane Anton Ferdinand, fratello del ben più famoso Rio. Dopo la breve parentesi al Doncaster, Diouf pur di giocare si lega ad un club che, come lui, risulta in fase calante e rovinosa dopo anni di successi: il Leeds United. Diouf giocherà nelle prime settimane addirittura senza un contratto vero e proprio, e si farà notare ancora una volta per via di un pestaggio subito da parte di un barista che, da ubriaco, aveva offeso pesantemente. Nonostante ciò, ancora oggi Diouf prova ad essere protagonista con la maglia degli inglesi.

Ad oggi, Diouf ha timbrato il cartellino per 68 volte in 488 presenze ufficiali. Palesemente Diouf non è un bomber (se non fuori dal campo!), ma con le sue qualità ha dato esempi di classe cristallina nel periodo in cui mamma Africa e papà Francia lo avevano cullato e coccolato dolcemente. Sfortunatamente, dove non arriva il talento arrivano spesso i demoni personali. Non è sbagliato dire che l’alcool, forse, ha tolto a Diouf ancora tanti anni di carriera ad alti livelli. E’ invece giusto sentenziare che non dimenticheremo mai come, nel 2002, si prese gioco con due piedi ed un pallone di quella che, sulla carta, era la squadra più forte del Mondiale. Perché chi possiede il dono del talento può fare anche questo.