Simone Barone, campione del mondo con abnegazione

Simone Barone, campione del mondo con abnegazione

gregario

Spesso, quando leggiamo i giornali o ascoltiamo una telecronaca, sentiamo parlare di “lavoro oscuro” fatto da un calciatore. Una presenza che si vede poco, ma che nell’economia di una partita conta tantissimo. Tutti, quando pensiamo ad una grande squadra che ha vinto tanto, ci ricordiamo del numero, della giocata ad effetto, del colpo che lascia a bocca aperta. A distanza di anni, delle squadre vincenti ci ricordiamo dei Del Piero, dei Totti, dei Maradona, ci ricordiamo di Messi, Cristiano Ronaldo, del fenomeno Ronaldo e dello strapotere fisico di Weah.

Ma il calcio si gioca in 11, e ogni campione ha sempre avuto bisogno di altri 10 compagni affiatati, di chi compensa la mancanza di mezzi tecnici con un cuore grande così, che recupera il pallone e serve la stella, sperando in un numero che vale un trofeo. Questo è il gregario, l’uomo silenzioso che da tutto senza chiedere niente, che lotta con la fierezza di un gladiatore e scarica il pallone con l’umiltà di un operaio. Gregario, dal latino, è “chi sta in mezzo al gregge”, ma questo non lo sminuisce: un pastore, senza il suo gregge, sarebbe un uomo solo in mezzo al nulla. 

barone

Tra poco meno di un mese, in Brasile, avrà inizio la massima competizione a livello internazionale: il Mondiale di calcio è alle porte e la nostra rubrica “Una vita da gregario” si adegua per parlare di un gregario Campione del Mondo, uno che è stato per pochissimo tempo sulla cresta dell’onda prima di finire nel dimenticatoio, in una picchiata verticale durata pochi anni. Parliamo di Simone Barone, centrocampista della vittoriosa spedizione comandata da Marcello Lippi ai Mondiali di Germania 2006: campano, nato a Nocera Inferiore nel 1978, cresce a Parma dove frequenta le prime scuole calcio e viene tesserato dalla società ducale, con la quale farà tutta la trafila della Primavera. Dopo un primo periodo in prestito nel nord Italia, fra Padova, Alzano e Verona, il giovane Simone torna a casa base: nella sua avventura parmense collezionerà 62 gettoni di presenza e 4 reti che gli varranno la chiamata del Palermo.

L’AVVENTURA PALERMITANA E LA CONVOCAZIONE Nelle due stagioni al Palermo il centrocampista di origini campane si metterà in mostra con 5 reti e 71 presenze: la sua duttilità e la sua abnegazione in campo, oltre all’ottimo campionato del Palermo, porteranno lui, Barzagli e Zaccardo fino ai Mondiali di Germania 2006. Arrivato in rosanero per la cifra notevole di 5 milioni milioni di euro: al primo anno in Sicilia conquista anche la qualificazione in Coppa UEFA che giocherà la stagione successiva collezionando 7 gettoni di presenza.

IL MONDIALE 2006 Il sogno di una vita: lui, uno che aveva fatto tutta la gavetta guadagnandosi il posto con il sudore della fronte là dove non arrivava la tecnica, condivideva lo spogliatoio con Buffon e Cannavaro, Pirlo e Gattuso, Totti e Del Piero. Dopo una stagione drammatica per il calcio italiano, durante lo scandalo di Calciopoli, i giocatori si sono stretti ed hanno fatto quadrato: il gruppo azzurro del Mondiale del 2006 è uno dei più compatti mai visti nella storia. Durante il Mondiale colleziona due presenze, una con la Repubblica Ceca (memorabile l’aneddoto raccontato da Gattuso che vide Inzaghi e Barone involati verso la porta di Cech: “Io in quel momento pensavo: Pippo lo conosco, non gliela passa…“) e una con l’Ucraina. Tornato in patria da Campione del Mondo firma con il Torino, e da lì comincia il suo periodo negativo.

LA CADUTA A Torino Simone Barone non rende come ci si aspetterebbe da lui: ci mette sempre il cuore (“quello che mi sono guadagnato è tutto grazie alla mia cocciutaggine“. ha dichiarato) ma, dopo un anno da protagonista, ci si mettono gli infortuni a giocargli brutti scherzi. Nella seconda parte di stagione non riesce a tornare in forma e la storia si ripete anche l’anno successivo, con la retrocessione in Serie B: il Campione del Mondo viene quindi ceduto al Cagliari per fare cassa. Non sarà più fortunata l’avventura in Sardegna del calciatore di origini campane che collezionerà appena 16 presenze e a fine anno verrà cacciato tramite rescissione del contratto e conseguente buonuscita assieme al capitano Diego Lopez.

Simone rimane senza contratto professionistico per un anno intero: passerà dalla Coppa del Mondo alla preparazione con il Varese prima e ai provini col Livorno poi, con i toscani che lo ingaggeranno in Serie B. A fine stagione, ancora una volta svincolato, decide di smettere col calcio giocato: oggi allena la Primavera del Modena dopo aver iniziato con gli Allievi Nazionali.

Episodi Precedenti: 

Romeo Benetti – Gabriele Oriali – Gennaro Gattuso – Antonio Conte – Damiano Tommasi – Salvatore Bagni – Paul Scholes – Marcelo Zalayeta – Dino Baggio – Sebastiano Nela – Michelangelo Rampulla – Toninho Cerezo