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Cerci? Quello che è accaduto fa parte del calcio. Ho visto piangere Baggio e Baresi: solo chi non fa non sbaglia. Alessio deve essere orgoglioso del suo campionato straordinario: da punta esterna ha fatto 13 reti e 11 assist. I rigori si possono sbagliare” Queste le parole di mister Ventura al termine della partita del Franchi di Firenze che è costata la qualificazione in Europa League alla squadra granata. Dispiacere cova nelle file piemontesi, in particolare il peso, mediatico e non, non può che gravare sulle spalle di Alessio Cerci. Il giocatore di maggior talento di Cairo ha condannato i suoi dopo esserne stato il perno di inizio stagione.

CERCI E LA SUA STAGIONE Andamento in evoluzione rispetto a quello della scorsa annata, 13 gol rappresentano un bottino notevole, gli 11 assist danno una degna inquadratura anche di come il giocatore si sia “messo a giocare” anche per la squadra, cosa notevole soprattutto se hai al fianco un valido compagno come Ciro Immobile. Strepitoso l’inizio di stagione dell’ex Fiorentina, capace di ben 8 gol nelle prime sedici apparizioni, il tutto con l’aiuto anche dei tiri dal dischetto, che alla fine della stagione saranno ben 5 le segnature dagli undici metri. Seconda parte in chiaroscuro, precisamente il 2014 non è iniziato di certo nel migliore dei modi, mostrando un calo che è stato sopperito al meglio dal suo compagno di reparto. Periodo in cui però si può dire che ci sia un notevole miglioramento delle caratteristiche tecniche in fase di possesso, il giocatore non cerca più solo la profondità ma sa abbinare bene anche fasi di gioco importanti quando è più arretrato.

CERCI E LA LEZIONE MONDIALE Il talento di Valmontone si è sempre dimostrato molto positivo della sua convocazione al Mondiale, del resto essere un giocatore di talento e, al tempo stesso, ricoprire un ruolo che in molti allenatori ricercano sono prerogative che possono “dare una mano”, Prandelli e l’Italia intera l’hanno oramai compreso. Quello che ci rimane però in gola, quasi strozzato, e questo avviene da molti anni e in molti altri casi, è il fatto che il grande talento nostrano, nel momento del bisogno, non riesca mai a incidere in maniera costante e definitiva. Intervistato ha sempre proferito parole di chi sa già di aver fatto quel salto che porta alla qualifica di Top Player che, alle lunghe se non espresso con i risultati tangibili, rischia di diventare quasi una maledizione al contrario. Direte voi sbagliare un rigore è sfortuna. Chi dice di no. Peccato che la fortuna e la sfortuna facciano parte della carriera di un giocatore, e che ci crediate o no incidono, e nemmeno poco. Senza provare ad “attentare” al futuro di un giocatore come Cerci, ci limitiamo a ragionare sui fatti, magari facendone tesoro. Ecco che la triste partita di Firenze dovrebbe poter essere vista dal talento romano non come una serata da gettare nel cestino, bensì come una lezione utile, utilissima forse, per la prossima rassegna mondiale. E perchè no, motivo di rivalsa e rivincita.