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Inserita nel “gruppo della morte” con Italia, Uruguay e Costa Rica, l’Inghilterra arriva al Mondiale brasiliano con un mix di scetticismo e curiosità. La golden age dei vari Beckham, Owen, Terry e Ferdinand, tanto forte sulla carta quanto inconsistente sul rettangolo verde è oramai storia passata; solo Gerrard, Lampard e Rooney sono ancora presenti tra le file dei Tre Leoni e, se il c.t Hodgson vorrà avere qualche minima chances di gloria, dovrà affidarsi soprattutto alle nuove generazioni. Nell’ultimo Europeo, chiuso mestamente con la sconfitta ai rigori contro gli Azzurri ai quarti di finale, la nazionale di Sua Maestà aveva espresso un calcio noiosissimo, scolastico, radicato ancora ad un 4-4-2 tanto ordinato quanto privo di genialità. Proprio da queste considerazioni deve ripartire il nuovo corso dell’Inghilterra; altrimenti, il rischio di un ennesimo flop sembra essere, per i ragazzi di Hodgson, ben più di un fantasma all’orizzonte.

I CONVOCATI Come molti altri commissari tecnici anche Hodgson ha diramato la lista dei possibili 23 e delle 7 riserve che, se tutto va come deve andare, saranno definitivamente tagliate il prossimo 2 giugno.

Portieri: Hart, Foster, Forster;

Difensori: Johnson, Cahill, Jagielka, Jones, Smalling, Baines, Shaw;

Centrocampisti: Gerrard, Lampard, Wilshere, Henderson, Oxlade-Chamberlain, Milner, Sterling, Lallana, Barkley;

Attaccanti: Rooney, Welbeck, Sturridge, Lambert.

Riserve: Ruddy (por), Flanagan (dif), Stones (dif), Carrick (cen), Cleverley (cen), Carroll (att), Defoe (att).

IL MODULO

Come detto, il vero punto di domanda sull’Inghilterra concerne quale sarà l’assetto tattico adottato dai Tre Leoni al prossimo Mondiale. Nelle ultime uscite Hodgson ha mischiato un pò le carte anche se, al momento, il 4-2-3-1 sembra essere il modulo più papabile. In porta ci sarà sicuramente Hart, così come certamente uno dei due centrali sarà Gary Cahill. Per l’altro posto da difensore centrale Jagielka sembra avvantaggiato sui due Red Devils Jones e Smalling, che ancora non offrono garanzie. A destra dovrebbe giocare Glen Johnson mentre è serratissimo il duello sull’altra corsia: il giovanissimo Luke Shaw scalpita per dimostrare che l’interessamento dei grandi club è ben riposto; per essere titolare dovrà però scalzare la concorrenza di Leighton Baines, arrivato a giocare il suo primo Mondiale a 30 anni dopo l’ennesima stupenda stagione tra le file dell’Everton. I due mediani dovrebbero essere capitan Gerrard e Jordan Henderson, anche perchè Frank Lampard non pare avere più la brillantezza di un tempo; davanti, due dei quattro posti a disposizione saranno occupati da Rooney e Sturridge. Sterling, sulla destra, e Adam Lallana, sulla sinistra, sembrano al momento i maggiori indiziati a completare l’undici iniziale; se però Jack Wilshere dovesse presentarsi in Brasile in buone condizioni di forma sarà difficile negargli una maglia da titolare.

STELLE E STELLINE L’astro più luminoso del firmamento inglese è sicuramente Wayne Rooney; l’attaccante del Manchester United ha segnato sin qui, in Nazionale, 38 reti in 89 partite e, a 29 anni, ci si aspetta finalmente il salto di categoria anche in maglia bianca. Espulso nella gara contro il Portogallo, che sancì l’eliminazione degli inglesi dal Mondiale del 2006, per un calcione rifilato all’allora compagno di squadra Cristiano Ronaldo, Rooney ha steccato anche l’appuntamento in Sudafrica, complice un susseguirsi di infortuni dettati dai ritmi serrati della Premier League. In Brasile, il ragazzo di Liverpool, è chiamato finalmente a prendere per mano la sua Nazionale, convincendo chi sinora ha storto il naso. Il valore aggiunto, nella squadra di Hodgson, è rappresentato dalle nuove leve che si stanno affermando sul panorama del calcio mondiale. I vari Shaw,Wilshere, Sterling, Sturridge e Lallana hanno sicuramente il potenziale per diventare giocatori di primissimo livello; occhio infine a Ross Barkley, talentuosissimo classe 93′ dell’Everton.

PERCORSO DI QUALIFICAZIONE Inserita nel gruppo H di qualificazione, l’Inghilterra ha staccato il pass per il Brasile solo lo scorso Ottobre, grazie al successo per 2-0 a Wembley contro la Polonia. Vittoriosa sia all’andata che al ritorno contro San Marino e Moldova, la squadra di Hodgson ha avuto ben più problemi con Polonia, Montenegro e Ucraina. I pareggi esterni con tutte e tre le formazioni hanno fatto tremare i tifosi d’oltremanica che si sono potuti rilassare solo con le vittorie ravvicinate a Wembley contro Montenegro e Polonia.

PERCORSO MONDIALE Secondo il ranking Fifa l’Inghilterra è attualmente all‘undicesimo posto, dietro sia all’Uruguay, sesto, che all’Italia, nona. Al di là delle classifiche, la nazionale di Hodgson sembra però potersi giocare il passaggio del turno con entrambe le formazioni e, sulla carta, è forse superiore alla Celeste. Se dovesse qualificarsi agli ottavi di finale l’Inghilterra dovrebbe vedersela con una delle quattro squadre del gruppo C, Colombia, Grecia, Costa d’Avorio e Giappone, tutte ben più abbordabili di Italia e Uruguay; gli ostacoli maggiori, fino ai quarti di finale, sembrano così essere proprio il passaggio del turno del girone D. La nazionale dei Tre Leoni può farcela, a patto che sappia rinnovarsi; forse, il più grande pericolo per Hodgson è proprio questo: non saper come far tornare piacente una vecchia, impolverata regina.

14/06 18:00 (0.00) Manaus Inghilterra – Italia
19/06 16:00 (21.00) Sao Paulo Uruguay – Inghilterra

24/06 13:00 (18.00) Belo Horizonte Costarica – Inghilterra

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