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rossinazionale

La telenovela del pre-Mondiale termina, Giuseppe Rossi non sarà nella lista dei 23 che affronteranno la rassegna mondiale in Brasile. Non sono bastati gli abbondanti 70 minuti contro l’Irlanda per legittimare la convocazione della punta viola, apice della tecnica azzurra  e della formazione di Montella. Rossi non farà parte dei 23, prendere o lasciare, Prandelli ha deciso così, che piaccia o no, con buona pace degli ottimisti, gufi, schifati e chicchessia.

ROSSI FUORI BORJA DALLA SUA PARTE Un altro escluso illustre si è sbilanciato nei confronti di Giuseppe Rossi, Borja Valero, todocampista della viola e compagno della punta azzurra, ha commentato così l’esclusione del suo compagno di squadra “Dai @GiuseppeRossi22 ancora avrai tante belle cose da fare con la nazionale, per me sei il migliore!! Abbraccio amico”. Parole d’amore che arrivano da un altro “esclcuso illustre”, che il Mondiale lo vivrà dal salotto di casa, pensiamo noi, e che si crogiolerà non poco nel vedere le giocate dei suoi colleghi, più o meno convocati secondo la “giusta misura”. Denunciando più che mai l’assenza di un prospetto che avrebbe fatto di tutto pur di ben figurare in una competizione come quella del mondiale brasiliano, un elemento dalla tecnica altisonante, notevolmente al di sopra della media degli azzurri, altri avrebbero detto della “Media degli orsi”, con conseguente disperazione dei più e silenzio/assenso della tifoseria viola che avrebbe voluto questa decisione fin da subito, onde evitare di veder mettere in pericolo un patrimonio gigliato fatto di cristallo, tanto bello da vedere e osservare quanto fragile.

INSIGNE E NON ROSSI Il napoletano Insigne al posto di Rossi, anche se il vero e proprio cambio della punta dei Della Valle è Antonio Cassano, unico vero uomo di fantasia capace di far dimenticare l’assente illustre, in un reparto offensivo dominato dalla forza fisica (Immobile, Balotelli) il barese potrebbe ricoprire un ruolo importantissimo, essendo capace di cucire le due fasi tra centrocampo e attacco, sia in ripartenza che nello “scardinare” le retroguardie più arroccate. Cassano è infatti l’unico prospetto “portatore” di quella classe e di quella tecnica, ormai sconosciuta al belpaese, che si reincarna perfettamente nella figura di Giuseppe Rossi, soprattutto riguardo al modulo che Prandelli sembra aver scelto per affrontare l’avventura sudamericana: il 4-3-1-2. Schieramento in cui il  “Ragazzo di Bari vecchia” sarà libero di svariare, e alternarsi, da trequartista/seconda punta/falso nueve, congeniale alla sua evoluzione come giocatore (di stampo donadoniano) e che, supportato da un centrocampo fatto di incontristi e uomini dalla corsa giusta, potrebbe essere esaltato come mai in passato.

CASSANO MEGLIO DI ROSSI Con buona pace degli statisti, Giuseppe Rossi è un fenomeno, non c’è bisogno di dire o spiegare le motivazioni di tale definizione, al Mondiale però ci vanno i giocatori che hanno dimostrato di meritarselo, e Rossi rientra tra i suddetti, e che sono più in forma, cosa questa che non può essere detta per l’americanino nostrano. Ecco allora che la candidatura di Cassano si fa più importante, il barese, notevolmente dimagrito, è rinato a Parma, dimostrando quella classe e incisività nella manovra offensiva che in pochi in Italia, e nel Mondo, possono vantare, una duttilità nella zona nevralgica che obbliga i difensori a impazzire, una genialità fuori dal comune, insomma un Cassano meno reattivo però più maturo, capace di fare le fortuna di ogni allenatore, Donadoni o Prandelli che sia. Quello che resta da vedere è l’impatto e l’abnegazione in partita, parlare fa bene alla bocca e alla mascella, ma i risultati sono quelli che fanno la differenza tra la vittoria e la sconfitta, in un film direbbero “tra il vivere e il morire”. Ecco, noi ora ci blocchiamo, in attesa dell’inizio della kermesse, in modo che tutto sia “vissuto in diretta”.

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