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gibilterra yò

L’ultima arrivata tra le Nazionali ufficialmente riconosciute dalla FIFA è Gibilterra, con la rappresentativa calcistica del piccolo territorio britannico d’Oltremare che ha fatto il suo esordio nell’amichevole pareggiata per 0-0 contro la Slovacchia lo scorso 20 novembre, una partita che da quelle parti si attendeva dal lontano 1895, anno in cui sorse la locale federazione calcistica. Gibilterra è stata annessa alla UEFA lo scorso 24 maggio e penderà così parte alle qualificazioni per gli Europei 2016. Frattanto è arrivato il debutto ufficiale contro una Nazionale molto quotata come la Slovacchia, che può vantare nelle sue fila nomi noti come il napoletano Hamsik, Kucka del Genoa, l’ex Pescara Weiss ora in forza all’Olympiakos o Skrtel del Liverpool.

CHE DEBUTTO! – Lo stadio che ospita le partite di Gibilterra si trova al di fuori dei confini, nella cittadina portoghese di Faro, che da tempo mette a disposizione l’Estadio Algarve. Non si va in Spagna perché i rapporti con i reali Borbone non sono dei migliori. Il ct Allen Bula spiega: “Stiamo vivendo un sogno, finalmente. Aspettavamo da una vita l’affiliazione ufficiale alla UEFA e lo 0-0 conseguito con la Slovacchia, che ci è di molto superiore, è stato il modo migliore per festeggiare. Anche se non c’erano i vari Hamsik e Skrtel i nostri avversari hanno potuto contare sull’apporto di Jandriksen e Sestak, tanto per fare due nomi, elementi che militano o hanno militato in campionati europei di primo piano. Siamo stati davvero compatti – continua Bula – Mi sono complimentato con i miei ragazzi: sono stati davvero determinati e fino all’ultimo minuto di recupero non hanno mollato. Ci tenevamo a dare una grande gioia alla nostra gente”.

FESTA GRANDE – L’affluenza è stata quella delle grandi occasioni, per un territorio che conta all’incirca 28.000 abitanti: numerosi sono stati i viaggi organizzati apposta per presenziare alla prima della Nazionale delle Colonne d’Ercole, la cui Federazione ha disposto che l’ingresso fosse libero. In un comunicato ufficiale si legge infatti: “E’ stato stabilito che non si dovesse pagare alcun importo per avere i biglietti di Gibilterra-Slovacchia perché vogliamo ingraziare i nostri compatrioti, che aspettavano da anni questo momento e che si sono accollati i costi della trasferta in Portogallo”. Il ct Bula racconta: “A Faro ci hanno seguiti più o meno in seimila, e questo è un altro grandissimo risultato se si pensa che Gibilterra, in tutto, fa poco più di 28mila abitanti. Siamo fieri di come abbiamo interpretato questo primo incontro ufficiale: ora ci godiamo i frutti del nostro lavoro, poi penseremo al prossimo impegno”.

 

I TOP PLAYERS DI GIBILTERRA – Chi sono i giocatori simbolo di Gibilterra? Senza dubbio il più rappresentativo è l’esperto difensore Danny Higginbotham, ex Stoke City con un trascorso assieme a David Beckham nelle giovanili del Manchester United, che attualmente milita con il Chesterfield, in quarta divisione inglese, e la cui convocazione è arrivata via Twitter. Il commissario tecnico di Gibilterra, Bula, è tra l’altro suo zio. Altri giocatori di punta della piccola selezione mediterranea sono il centrocampista ex Portsmouth Liam Walker, adesso in forza agli spagnoli del San Roque, poi Scott Wiseman, terzino destro del Barnsley ed Adam Priestley, attaccante dei dilettanti del Farsley. In squadra figurano anche i fratelli Ryan, Kyle e Lee Casciaro: gli ultimi due lavorano per il governo di Gibilterra; Kyle fa lo spedizioniere marittimo, Lee svolge incarichi nel ministero della Difesa. Assieme hanno in comune la passione per il pallone e giocare per il proprio Paese rappresenta qualcosa di speciale dato il loro forte senso di appartenenza alla “Rocca” di Gibilterra. I Casciaro sono di origine genovese, e la posizione di Gibilterra giustifica la mistura di cognomi anglofoni o mediterranei, nonché un dialetto simile al maltese, essendo uno dei crocevia dell’Europa in passato come adesso.

IL CALCIO A GIBILTERRA – Il campionato locale conta in totale otto squadre che partecipano alla Rock Cup, la competizione più antica di Gibilterra, istituita a fine ‘800. I nomi delle varie compagini ricordano quelli delle più famose compagini inglesi, troviamo ad esempio il Lincoln o il Manchester United ’62. Con l’affiliazione ufficiale alla UEFA ora Gibilterra avrà due squadre da mandare rispettivamente ai preliminari di Champions League ed Europa League, e nei piani per l’immediato futuro c’è la costruzione di un nuovo stadio che possa sorgere nel territorio di Gibilterra. Sempre Bula dichiara: “La Federazione sta progettando la realizzazione di un impianto entro il 2016, sarà per noi un ulteriore gradino di crescita. A Gibilterra c’è già un altro stadio, il Victoria Stadium, ma non soddisfa i requisiti per ospitare partite internazionali”. Calcisticamente Gibilterra qualcosa di buono lo ha già fatto: nel 2007 ha vinto gli Island Games battendo in finale la rappresentativa dell’Isola di Rodi per 4-0, e a marzo 2014 affronterà in amichevole le Far Öer, che per certi versi stanno vivendo una situazione simile. Entrambe sono in crescita, le isole del profondo nord in verità hanno cominciato già da alcuni anni il proprio percorso. Bula ricorda come le due Nazionali si siano già scontrate nel 2010, con Gibilterra uscita vittoriosa dal match per 3-0. “Ci hanno chiesto la rivincita e noi siamo ben felici di concedergliela – scherza il ct – successivamente giocheremo contro l’Estonia. Il sogno per il piccolo stato a sud della Spagna è appena cominciato, maidirecalcio continuerà a parlarvene.

PRIMA VITTORIA – E ieri, 4 giugno 2014, è arrivata per Gibilterra anche la grandissima soddisfazione della prima vittoria in gare ufficiali, in una amichevole contro Malta. A decidere l’incontro è stato Lee Casciaro con un tocco di fino angolato. E dopo è stata festa grande.

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