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mondiali scontri
Partono male i Mondiali di Brasile 2014. A poche ore dal fischio di inizio di Brasile-Croazia (alle 22:00 ora italiana) e della cerimonia di apertura che precederà l’evento, si registrano pesanti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine a San Paolo, con numerosi attivisti del movimento “Não Copa” (No alla Coppa) che si sono radunati in massa dopo essersi dato appuntamento sui social network, mettendo in atto una violenta protesta con annessi incidenti presso il moderno stadio “Itaquera”. Il tutto è avvenuto poco fa quando in Italia erano le 15:00, e loro malgrado sono stati coinvolti anche delle giornaliste al seguito di alcuni tra i numerosi network internazionali inviati in Brasile per seguire i Mondiali.

 

DUE REPORTER FERITE – La polizia militare è stata chiamata a sedare gli animi ricevendo l’autorizzazione ad utilizzare gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Le giornaliste coinvolte sono Barbara Arvanitidis e Shasta Darlington della CNN la prima avrebbe rimediato la frattura di un braccio dopo essere stata colpita proprio da un proiettile di gomma, l’altra ha subito escoriazioni per un vetro andato in frantumi. In totale ci sarebbero dieci feriti ed una persona in stato di arresto.

 

IL CALCIO VIENE PER ULTIMO – Altri sei movimenti di protesta si sono resi responsabili di incidenti, in particolare tre bombe molotov artigianali sono state lanciate senza gravi conseguenze contro un edificio governativo. Le proteste del popolo brasiliano contro il governo locale e la FIFA vanno avanti da quasi due anni, raggiungendo l’apice a giugno 2013 durante lo svolgimento della Confederations Cup. Per i manifestanti sono tante le cose di cui il Brasile necessita, e tra queste ovviamente non c’è il pallone. La presidente Dilma Rousseff intanto ha annunciato che non terrà il discorso inaugurale nella cerimonia di apertura delle 20:00 ora italiana proprio per evitare ulteriori contestazioni.
foto – Reuters
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