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Con una magia di Messi al 92’ l’Argentina supera un Iran straordinario in grado di fermare l’Albiceleste per più di novanta minuti, sfiorando in più occasioni il vantaggio. L’Argentina, in una delle sue peggiori versioni, stacca così il pass per gli ottavi ma deve ringraziare il proprio capitano e un Romero superlativo.

LA GRANDE LENTEZZA- L’Argentina capisce praticamente subito che sfondare la difesa iraniana non sarà affatto facile. Gli uomini di Queiroz si difendono in nove facendo tanta densità, che diventa confusione visto l’affollamento offensivo albiceleste. La manovra ne risente e, anche causa caldo, gli attacchi argentini vengono portati a ritmo bassissimo. Ciononostante qualche occasione  Messi e compagni la creano. La più nitida è quella che capita a Higuain al 13’ quando, servito da una palla filtrante geniale di Gago, calcia addosso ad Haghighi. Al 22’ il Pipita fa a sportellate in area e serve di sponda Aguero ma Haghighi è superlativo nel deviare in corner il destro a giro del Kun. Vista la mancanza di spazi, gli uomini di Sabella ci provano su palla inattiva e sfiorano due volte il vantaggio. Prima, al 24’, Messi pesca Rojo in area, il cui colpo di testa sfiora il palo. Poi, al 37’, è il turno di Garay che manda incredibilmente alto un corner di Di Maria.

SUPER-ROMERO-Al rientro dagli spogliatoi il ritmo del match sale. Se da una parte l’Argentina si spinge in avanti, dall’altra l’Iran inizia a crederci provando anche a pungere in contropiede, così vengono fuori occasioni da una parte e dall’altra. Al 49’ ci prova Zabaleta con un sinistro da fuori che termina alto ma al 53’ arriva un’occasionissima per l’Iran in contropiede con Montazeri che se ne va a destra e pennella per la testa di Ghoochannejhad che in tuffo trova la risposta di Romero. L’Argentina a questo punto si impaurisce, Messi lo capisce e prova a suonare la carica. Al 59’ finalmente la Pulga accelera e calcia dal limite di sinistro con la palla che sibila alla destra del palo lungo. Ma ci vuole un Romero in versione fenomeno al 67’ per deviare in corner un colpo di testa di Dejagah su cross, manco a dirlo, di Montazeri. Sette minuti dopo la palla del vantaggio capita di nuovo all’Argentina con Di Maria sul cui sinistro da posizione defilata è sempre attento Haghighi. Il portiere iraniano si fa trovare pronto anche all’84’ su un colpo di testa in corsa del neo-entrato Palacio.  Ma lo storico match-ball capita sul sinistro del solito Goochannejhad che, lanciato a rete in contropiede, vede frapporsi tra sé e la storia il secondo miracolo di giornata di Romero che gli nega ancora la gioia del gol vittoria.

MESSI(A)– La vittoria allora se la prende l’Argentina con una magia al minuto novantadue. A firmarla è ovviamente il più atteso, Leo Messi, che tira fuori dal cilindro un sinistro impressionante dai venticinque metri che si va a infilare sotto l’incrocio di Haghighi, distruggendo i sogni dell’Iran e facendo impazzire la torcida albiceleste. E’ il gol che manda praticamente agli ottavi un’Argentina che per lunghi tratti se le era vista bruttissima.

ARGENTINA-IRAN 1-0: 92’ Messi.

Argentina (4-3-3): Romero 7 ; Zabaleta 6, Garay 6, Fernandez 6, Rojo 5.5; Gago 6, Mascherano 5.5, Di Maria 6.5 (93’ Biglia S.V.); Messi 6.5, Aguero 5 (76’ Palacio 6), Higuain 5 (76’ Lavezzi 6). All. Sabella 5.

Iran (4-5-1): A. Haghighi 6.5; Montazeri 7, Hosseini 6, Sadeghi 6, Pooladi 6; Timotian 6.5, Nekonam 7, Haji Safi 6 (R. Haghighi S.V.); Dejagah 6.5 (Alireza S.V.), Shojaei 6 (76’ Heydari S.V.), Ghoochannejhad 6.5. All. Queiroz 6.5.

IL MIGLIORE- S.ROMERO 7- Salva l’Argentina da una figuraccia senza precedenti con due miracoli incredibili. Se il gol di Messi alla fine vale tre punti tanto del merito è suo.

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