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Un paio di mesi fa il mondo calcistico, e non solo, ha seguito con commozione il gesto dell’attaccante del Celtic e della nazionale greca Georgios Samaras, di portare in spalla un bambino durante il giro del trionfo per la conquista del campionato scozzese. Si trattava di Jay Beatty, un bambino irlandese di undici anni, affetto dal sindrome di Down.

Successivamente si è venuti a sapere che negli ultimi anni il piccolo Jay non solo segue da vicino le partite e perfino gli allenamenti del Celtic a Glasgow, ma fa addirittura lui stesso parte del gruppo viaggiando spesso insieme alla squadra, occupando sul pullman sempre il posto accanto a Samaras, il suo calciatore preferito ed eroe. Iniziato il mondiale, il bambino non potrebbe che tifare altrimenti che per la squadra del suo amico greco.

Dopo la qualificazione della Grecia agli ottavi di finale del mondiale, ottenuta grazie alla rete segnata su rigore proprio da Samaras all’ultimo minuto di recupero contro la Costa d’Avorio, i genitori di Jay hanno rilasciato un video in cui il bambino esulta per l’impresa del suo idolo e la vittoria della Grecia.

Si è allora subito creato sui social media un movimento composto da decine di migliaia di persone che chiedeva alla federazione di calcio greca di coprire le spese affinché Jay e la sua famiglia potessero recarsi al Brasile e seguire da vicino la nazionale greca. Il giorno successivo Samaras, nel corso di una conferenza stampa, ha parlato della grande forza d’animo che gli dà l’amore e il sostegno del piccolo Jay, aggiungendosi, insieme ai compagni di squadra, alla richiesta dei tifosi e mandando un messaggio di ringraziamento al piccolo. In seguito alle pressioni la federazione ha ceduto alle richieste e si è offerta di finanziare il viaggio al bambino e alla sua famiglia.

Jay putrtroppo non potrà andare in Brasile poichè nel pieno di una vacanza negli States con i suoi genitori, ma ha espresso ugualmente  ancora una volta il suo amore per “Sammy” e il suo sostegno per lui e la squadra greca  con un video pubblicato dai suoi genitori sui social media. Il bambino ha augurato alla Grecia di vincere il mondiale e, comunque vada, questa amicizia ha già vinto per aver guadagnato la simpatia di milioni di persone in diversi paesi, offrendo un tono più umano alla festa globale del calcio e allo sport in genere.

 

Di Sotirios Fotios Drokalos: Amante del basket e devoto dell’unico vero DIO, Michael Jordan. Tifoso sfegatato dell’Italia dai tempi di Roby Baggio e della Grecia dall’era Rehhagel,  senza smettere di soffrire per il Milan berlusconiano, benché bolognese, e il PAOK Salonicco, benché ateniese.

 

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