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olanda-argentinastrategia

Secondo confronto tattico e strategico a cura della redazione di MaiDireCalcio sul Mondiale in Brasile, arrivato finalmente nel clou della manifestazione. Sotto la lente d’ingrandimento c’è la sfida Olanda-Argentina, seconda semifinale della rassegna che eleggerà la finalista che se la vedrà con la vincente di Brasile-Germania. I dati su cui ci basiamo, riportati anche nella grafica, sono relativi all’ultimo match giocato dalle due compagini, Olanda-Costa Rica e Argentina-Belgio, ed elaborati da HuffingtonPost sulla base di dati OPTA.

OLANDA-ARGENTINA DIFESA Moduli e strategie completamente differenti per Sabella e Van Gaal, i sudamericani giocano a 4 dietro e sono molto dipendenti dalle giocate e le discese dei singoli, l’Olanda invece presenta una difesa a 3, pronta a diventare a 5, che può vantare un discreto gioco in orizzontale, abbastanza noioso, che però gli permette di amministrare il pallone senza correre troppi pericoli, questo grazie soprattutto alla presenza di un giocatore di interdizione come Martins Indi, prima di lui l’utile De Jong, vero e proprio libero aggiunto della formazione degli “orange”. Vlaar centrale di riferimento dai piedi non proprio sopraffini con due “gemelli”, De Vrij e appunto Martins Indi, pronti a scaricare sui due registi della squadra allenata da Van Gaal, WijnadiumSneijder, dediti ad agire sulla linea mediana del campo con rapidi spunti in avanti, soprattutto l’ex Inter, dimostratosi in netta crescita nelle ultime uscite. A destra Kuyt è un laterale che sa unire corsa e visione tattica, meno dedito a difendere è però quello più capace a cercare, e trovare, Robben. L’Argentina invece mantiene i due centrali di difesa molto statici, Fernandez/De Michelis e Garay, agiscono sulla stessa orizzontale, con il difensore dell’Atletico Madrid posizionato più in basso. Ai lati Basanta non è un terzino di spinta come Rojo, che rientrerà contro l’Olanda dopo la squalifica, mentre Zabaleta dimostra una buona vena offensiva sulla sua fascia di competenza. Nel caso dell’albiceleste è difficile individuare un gioco mirato a scaricare a centrocampo, dove la qualità tende a latitare, più facile allora cercare subito in verticale i Big, Messi da una parte e Lavezzi dall’altra.

OLANDA-ARGENTINA CENTROCAMPO Tanti contro pochi a intermittenza, se è vero infatti che l’Argentina, a bocce ferme, può presentare 3 centrocampisti a differenza dei 2 olandesi, Snejider e Wijnadium, questi, in linea di massima, si rivelano essere dei veri e propri schermi con spiccate capacità difensive a discapito di quelle offensive. Il centrocampo olandese può essere definito di qualità, mentre quello argentino di quantità, non è un caso che il gioco di Sabella sia composto di molto pressing, portato a “fisarmonica”, con pochissimi passaggi, mentre quello degli uomini di Van Gaal vanti una fitta rete di scambi che si estende dalla difesa per poi disperdersi, più labile, in avanti tra i piedi dei terminali offensivi “orange”. Mascherano è il play difensivo dell’Argentina, gran parte delle azioni dei suoi annoverano almeno un suo tocco, lo stesso vale per Biglia/Gago, l’ex romanista ha forse un bagaglio tecnico superiore rispetto al laziale; El Jefecito, il piccolo capo, in fase di ripiegamento si abbassa fino alla linea dei difensori, il più delle volte proponendosi in prima battuta al fine di costruire l’azione fin dalla propria metà campo. Le linee di passaggio ci rivelano come sia insostituibile l’apporto delle bocche da fuoco che i sudamericani possono vantare, non è un caso che i 3 davanti, Messi/Higuain/Lavezzi, siano i maggiori depositari di palloni che provengono dai due mediani e dai terzini. Se da una parte possiamo quindi parlare di una manovra attenta, ordinata, magari lenta, come quella dell’Olanda, dall’altra si può invece notare come il gioco sia più confusionario, frammentato, più dedito però alla profondità, condito e amplificato dalle discese di Messi e Lavezzi, veri e propri incursori dell’11 di Sabella.

OLANDA-ARGENTINA ATTACCO Van Persie e Robben contro la cascata totale di milioni dall’altra, Messi vale una messa, come avrebbero detto in tempi addietro, Higuain si è risvegliato e il “Pocho” Lavezzi sta iniziando a carburare. Gli olandesi agiscono da squadra, muovendosi coordinati con inserimenti “dai e vai” e smarcamenti “a turno”, la miglior arma che Van Gaal può avere è il dribbling di Robben e il tiro di Sneijder, è pur vero che una volta che gli esterni riescono ad arrivare sul fondo difficilmente il cross che arriva nel mezzo riesce ad avere buon fine, mentre risultano essere più fastidiose le penetrazioni al limite dell’area, proprio tese a sfruttare le doti tecniche, e balistiche, di Van Persie/Robben/Sneijder. Dall’altra parte la qualità più incredibile, tutto è in mano a Messi il “guastatore”, capace di ricevere il passaggio da destra come da sinistra, pronto a puntare l’avversario creando scompiglio e spazi per i suoi compagni, Lavezzi e Higuain possono smarcarsi o seguirlo, al resto ci pensa la “Pulce”. Entrambe le selezioni hanno l’attinenza a compattarsi al limite dell’area, maggiormente l’Argentina, vivendo di fiammate, l’Olanda invece sfonda con maggior insistenza sulle fasce denigrando, in parte, la manovra per vie puramente centrali.

OLANDA ARGENTINA CONCLUSIONI Conterà moltissimo l’assenza di Di Maria, il “forsennato pressatore”, giocatore unico per come attacca il portatore di palla, oltre che “moto perpetuo” di Sabella. Il rientro di Rojo è una buona notizia per l’albiceleste che guadagnerà sulla sinistra quella spinta che era venuta meno nella partita contro il Belgio. Sarà un match prettamente tattico, almeno inizialmente, Van Gaal, da vecchia volpe del calcio qual’è, potrebbe aspettare l’Argentina magari nascondendosi dietro l’illusione del possesso palla, cercando di colpire su qualche disattenzione dei sudamericani. Messi sarà un osservato speciale del match, attenzione però a pensare che fermando lui si riesca nel bloccare una selezione intera, nel caso in cui gli olandesi volessero infatti munirsi di una “gabbia anti Pulce” dovrebbero prendere in considerazione l’idea di concedere svariati uno contro uno a Lavezzi e Higuain, il che potrebbe suscitare più di un imbarazzo a Vlaar e compagnia. Se Brasile-Germania può essere considerata uno scontro tra forza atletica e tecnica in questo caso si può parlare di scontro tra organizzazione di gioco e individualità.

 

 

Stefano Mastini (@StefanoMastini1)