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arg - ola

Due partite ricche di fascino e tradizione. Quattro grandi squadre dal passato illustre, piene zeppe di campioni pronti a illuminare la scena. Brasile-Germania e Argentina-Olanda: difficile chiedere di meglio. Due super-sfide che non hanno bisogno di eccessive presentazioni, basti considerare che nelle 19 edizioni dei Mondiali disputati sino ad oggi, queste 4 squadre hanno nel loro palmares ben 10 titoli mondiali (5 per il Brasile, 3 per la Germania e 2 di marca argentina) che potevano essere anche di più viste le numerose finali perse (la sola Olanda ha ceduto le armi all’ultima sfida per ben 3 volte). Soltanto in 3 occasioni (1934, 1938 e 2006) almeno una di queste squadre non ha partecipato ad una finale: curiosamente tutte edizioni vinte dall’Italia.

Due partite che si annunciano emozionanti e per nulla scontate, in cui la sete di rivincita potrebbe risultare determinante.

Ronaldo esulta, Khan si dispera. Brasile-Germania 2-0 e verdeoro campioni del mondo.
Ronaldo esulta, Kahn si dispera. Brasile-Germania 2-0 e verdeoro campioni del mondo.

BRASILE-GERMANIA, 12 ANNI DOPO – Nei 21 precedenti la Germania ha vinto solo 4 volte (sempre in gare amichevoli), perdendo tutti i 3 scontri ufficiali: 2 volte nella Confederations Cup (1999 e 2005) e nell’unico precedente disputato ai Mondiali, datato 2002. Strano ma vero: Mondiale del 1974 a parte (quando i verdeoro affrontarono l’allora Germania Est nel girone della seconda fase, che comprendeva curiosamente anche Olanda e Argentina), due fra le più importanti e storiche protagoniste dei Mondiali (8 titoli in due) si sono incontrate in un’unica occasione nella fase finale della kermesse iridata. E in che occasione. La gara in questione è infatti la finalissima del Mondiale nippo-coreano del 2002: a Yokohama il Brasile si impone per 2-0 grazie ad una doppietta del “Fenomeno” Ronaldo e sale sul tetto del mondo. E’ il quinto titolo mondiale per i brasiliani, guidati anche allora da Scolari: l’ultimo. 12 anni dopo i tedeschi hanno l’irripetibile opportunità di cogliere una clamorosa rivincita proprio in casa del Brasile. Domani sera sapremo se Loew, arrivato sempre almeno in semifinale nelle competizioni internazionali disputate da quando guida la Germania, riuscirà a “vendicare” Voeller.

ARGENTINA-OLANDA, 36 ANNI DOPO – Promette scintille anche l’altro incrocio Sudamerica-Europa, con gli orange in cerca del primo titolo Mondiale, negatogli proprio dall’albiceleste nella finale del 1978. Nell’inferno di Buenos Aires i tulipani furono costretti alla resa dopo i tempi supplementari: finì 3-1 grazie alle reti di Kempes (doppietta) e Bertoni, a fronte del momentaneo pareggio siglato dall’attaccante di riserva olandese Dick Nanninga e del palo che fermò il tiro di Rensenbrink al 90′. E finì tra le lacrime e i rimpianti dell’Olanda, alla sua seconda finale persa consecutivamente.

Questo precedente (il più importante) è l’unico a favore dell’Argentina. Nelle altre tre sfide “Mondiali” tra le due compagini la bilancia pende dalla parte degli arancioni, capaci di superare i rivali in due occasioni. Quattro anni prima della disfatta di Buenos Aires, durante la seconda fase a gironi del Mondiale tedesco del 1974, l’Olanda asfaltò i malcapitati argentini per 4-0 grazie alle reti di Cruijff (doppietta), Krol e Rep. Era la fantastica Olanda del calcio totale, una delle nazionali più belle di sempre rimasta però con un pugno di mosche in mano.

Più recente il bis-orange. Al “Velodrome” di Marsiglia le due nazionali si giocano l’accesso alla semifinale di Francia ’98. La gara sembra incanalata verso i supplementari dopo le reti di Kluivert e del “Piojo” Lopez, ma all’89’ Dennis Bergkamp estrae questo coniglio dal cilindro e porta i suoi alla sfida (poi persa ai rigori) contro il Brasile:

Freschissimo l’ultimo precedente ai Mondiali, datato 2006, l’unico terminato in parità. Nell’ultima gara del girone, a Francoforte arrivò uno 0-0 che permise ad entrambe le squadre di qualificarsi per gli ottavi.