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Cesare Prandelli si è presentato come nuovo allenatore del Galatasaray. Ecco le dichiarazioni dell’ex ct dell’Italia:

«Con il presidente ho trovato subito simbiosi, è una persona carismatica, ma ti guarda negli occhi, ho trovato subito simbiosi. Mi piace parlare con lui che mette la storia al primo posto ma guarda anche avanti, a un progetto che ha un obiettivo preciso: crare una squadra che gioca e che vince».

Prandelli, quali sono state le sue prime impressioni?
«Il centro sportivo è molto bello, ho trovato persone competenti e preparate. Stiamo studiando la squadra, il presidente vuole la quarta stella, come detto, e mi pare un bel piano»

Con Mancini, suo predecessore, vi siete sentiti nei giorni scorsi
«Sì, e anche lui mi aveva detto di aver trovato una società molto organizzata»

Lei ha il vantaggio di arrivare all’inizio della stagione
«Sì, Roberto era arrivato a stagione avanzata, ma ha lavorato bene, ha vinto la Coppa di Turchia. Adesso l’obiettivo è quello di iniziare subito a costruire una squadra vincente»

Non sarà facile visto i vincoli di mercato, che prevedono non più di 5 stranieri in campo e 3 in panchina
«I regolamenti vanno rispettati»

Ha in mente il suo modulo di gioco per il Galatasaray?
«Giocheremo con 4 difensori e 3 centrocampisti, poi vedremo come sistemare l’attacco, con o senza tre quartista, con una o due punte. Diciamo 4-3-1-2 o 4-3-2-1 o 4-3-3»

Lei stabilirà anche qui un codice di comportamento?
«Senza regole non si vince. Le regole vanno decise tutti insieme; la prima regola è che nessuno deve pensare come singolo, ma come squadra».

Un messaggio a Balotelli?
«E’ una presentazione, qui parlo di Galatasaray per rispetto alla società»

Cosa pensa di Sneijder?
«Sneijder ha tutto, corsa e qualità, è punto di forza dell’Olanda, sarà punto di forza del Gala»

Potrà essere il suo Pirlo qui a Istanbul?
«Io amo giocatori di carattere con tecnica, leader silenziosi come Pirlo; spero di trovare qui tanti giocatori così»

Quale è il suo obiettivo realistico?
«La quarta stella e andare avanti in Champions. Bisogna prepararci subito al meglio. Per questo mi serve una rosa da 25/27 giocatori. Sono qui perché ho fame di vittoria, non solo di Champions. Sto già pensando alla Supercoppa di metà agosto contro il Fenerbahce»

Si immaginava così il suo futuro?
«Due settimane fa ero al Mondiale e mai avrei pensato a organizzarmo un futuro diverso da quello azzurro. Poi sono tornato in Italia. Quando ho ricevuto la prima telefonata dal Galatasaray ho detto che non ero mentalmente pronto a una nuova avventura. Poi ho incontrato il presidente e la prospettiva di inseguire un risultato sportivo mi ha fatto cambiare idea. Ho pensato che avevo bisogno di mettermi in gioco, di guardare avanti; sono convinto di avere fatto la scelta giusta».

E poi attacca:“Io e la mia famiglia riceviamo lettere di minacce dai tifosiPotevo chiedere la buonuscita come fanno tutti gli italiani e invece mi sono dimesso con la volontà di non accettare proposte dall’Italia. Balotelli, per il momento, ha solo colpi, ma non è un campione. Giuseppe Rossi è stata una vera delusione umana. Il paragone con Schettino è stato doloroso. Qualcuno dei miei giocatori è stato tradito dalla paura, ma non è vero che il gruppo era diviso. La presenza delle famiglie nel ritiro è stato un aspetto positivo della nostra spedizione, ma tra le gente che mi accusa c’è qualcuno sporco dentro”.