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Per ognuna delle sette reti segnate in Brasile-Germania dai tedeschi, a Pomerode devono aver festeggiato a colpi di weissbier, intonando inni teutonici e sventolando la bandiera tedesca. Avranno partecipato alla festa anche i sei fratelli Muller, omonimi del più famoso Thomas, che ieri sera ha aperto le danze segnando la sua decima rete nelle fasi finali di una Coppa del Mondo. Tutto ciò non desterebbe particolare attenzione se non fosse che, controllate su Google Maps, Pomerode è in realtà una cittadina di 28 mila anime situata a non più di 500 kilometri a sud di Rio de Janeiro, ovviamente in Brasile. Nell’area, in quello che oggi è lo Stato di Santa Caterina, si insediarono a metà ‘800 alcuni immigrati tedeschi provenienti dalla regione della Pomerania, oggi facente quasi esclusivamente parte della Polonia. La cosa curiosa è che, fino a metà anni ’90, a Pomerode si parlava quasi solamente tedesco, intramezzato da qualche parola in un antico dialetto pomerano; solo grazie al recente sviluppo industriale della zona, che ha attirato tanti brasiliani, la situazione si è in qualche modo riequilibrata.

“Ciononostante” dice Ralf, 48enne e più giovane tra i sei fratelli Muller “Pomerode rimane un piccolo pezzo di Germania. Abbiamo 26 circoli di tiro, abbiamo le danze tedesche, le cene tedesche, il caffè con la torta ogni pomeriggio e anche un nostro festival, il Pomerfest. In pratica, tutti i giorni noi facciamo le stesse cose che fanno i tedeschi“. Simile è l’opinione dei suoi concittadini; Gilmar Alfredo Borchardt, ad esempio, è proprietario di un pub, il Curry Wurst. Racconta che, solitamente, lavora con una maglietta della Germania ma, durante la giornata di ieri, ha preferito indossare qualcos’altro per non offendere la clientela filo- seleçao.

Pomerode non è l’enclave tedesca più ampia in Brasile; a Blumenau, la maggiore città della stato, distante 20 kilometri, ogni anno si tiene un Oktoberfest che richiama più di 500.000 persone all’anno, e che è considerato il più grande di tutto il Sud America. L’Oktoberfest, manco a dirlo, si tiene a Parque Vila Germanica, un centro congressi in cui tutti gli edifici richiamano l’architettura tedesca; l’assessore al turismo di Blumentau aveva dato lì appuntamento a chiunque avesse voluto vedere la partita, brasiliani compresi, spiegando come proprio queste iniziative rafforzassero l’integrazione dei tedeschi di seconda, terza e quarta generazione.
Forse non si aspettava neanche lui che la Germania annichilisse in maniera così netta il Brasile.