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Inzaghi Milan

Filippo Inzaghi, nuovo allenatore del Milan, si presenta per la prima in conferenza stampa in veste di tecnico di una squadra di Serie A. L’ex attaccante rossonero è accompagnato da Adriano Galliani e Barbara Berlusconi.

E’ proprio Galliani a prendere per primo la parola: “Guardiamo avanti, dobbiamo arricchire il palmares e tenere il passo dei 28 anni precedenti. Ecco perché abbiamo scelto Pippo Inzaghi. Una scelta voluta dal presidente Berlusconi, una scelta giusta. Ho respirato un’aria positiva tra tutti i componenti a Milanello. Siamo fiduciosi che con lui alla guida il Milan tornerà a competere ai massimi livelli.Ho visto Milanello come una volta, un ambiente positivo e carico. E questo nonostante l’ottavo posto dell’anno scorso. Come ho convinto Pippo? Avevo visto in lui subito la stoffa dell’allenatore. Gli ho detto: pensa se ti avessimo lasciato andare al Sassuolo. Le parole di Prandelli su Balotelli? Meglio non alimentare polemiche. Dico solo che forse non è stato elegantissimo. Acquisti? Sono stati presi Agazzi, Albertazzi, Menez e Alex. Abbiamo un organico adatto a giocare una sola competizione fino al girone di andata. Al ritorno abbiamo sempre fatto bene quando abbiamo giocato senza la Champions. E’ un problema dal punto di vista economica ma sul campo si vedrà una squadra più fresca. L’organico dunque sarà numericamente inferiore rispetto agli anni scorsi, ma arriverà qualcuno. Rimarranno in 24-25. Da qui al 1° Settembre qualcosa succederà, comunque. E’ difficile fare mercato con queste cifre assurde. Sono cambiate le gerarchie rispetto agli anni scorsi, specie all’estero con i proprietari delle materie prime che annullano la competitività degli avversari. In Champions arrivano in fondo sempre gli stessi ma le eccezioni ci sono. E’ ovvio che il nostro Paese sia indietro anche in quest’ambito. Per questo bisogna lavorare di fantasia e sfruttare la tradizione e il savoir faire. Oggi i grandi giocatori in Serie A sono solo di passaggio. Gli ultimi 4 Palloni d’Oro del Brasile hanno giocato tutti nel Milan. Ora i Palloni D’Oro non vengono più qui. Dobbiamo essere più bravi perché è tutto più difficile. Tutti criticano il calcio, senza neanche approfondire. Se c’impegneremo il futuro ci sorriderà. Finale dei Mondiali? La Germania faticherà contro l’Argentina, ma non si possono fare pronostici. Mi spiace moltissimo per la figura fatta dal Brasile: se prima come attaccanti giocavano dei campioni assoluti (Ronaldo, ndr) e oggi giocano calciatori che, con tutto il rispetto, non sono all’altezza (Fred, ndr) non è colpa di Scolari ma di un cattivo ricambio generazionale. Il credo della Germania sarà il credo calcistico anche di Pippo Inzaghi. Ripartiremo da lì, con calma.“.

Interviene poi Barbara Berlusconi: “Con Pippo siamo allineati con tutto ciò che serve al Milan per l’aumento del valore del brand a cui teniamo tutti. Vorrei sottolineare il suo contributo per il settore giovanile. Mi aspetto di rivedere un grande El Shaarawy che possa far sognare il Milan. Siamo qui tutti insieme a dimostrare che il desiderio della Proprietà è quello di riportare il Milan dove merita di stare. Siamo a disposizione della squadra per far sì che questo possa avvenire. Federcalcio? Parliamo solo del nostro club oggi. Stiamo investendo sul settore tecnico ma anche in altre aree. Abbiamo in cantiere molti altri progetti, tra cui la costruzione del nuovo ed unico stadio del Milan. E’ un’operazione non semplice per via della burocrazia, ma continueremo a lavorare.”. 

Esordisce finalmente InzaghiIl primo ringraziamento va al presidente, a Galliani, a Barbara Berlusconi. Da quando ho iniziato questo mestiere il mio obiettivo era allenare il Milan, che è la squadra della mia vita. Da oggi divento l’allenatore del club più titolato al mondo e spero che i risultati siano all’altezza. Penso che la cosa più importante sia ricreare il DNA del Milan. Il rispetto, il gruppo, la voglia di venire a Milanello col sorriso perché il lavoro che facciamo è stupendo. Quando ho vinto ho sempre fatto parte di un gruppo di uomini veri con un allenatore vero. Un allenatore che pretende regole deve essere il primo esempio per i giocatori. Cercherò di essere me stesso, di non copiare nessuno. Mi auguro che la mia ambizione, la mia voglia di far tornare il Milan dove merita venga recepita. Quando ho accettato il Milan ho pensato alla squadra che ho e al materiale umano a disposizione. Io credo molto in questa squadra, che possa tornare ad essere quella che è stata. Gli ex compagni per me saranno solo un vantaggio, voglio solo rispetto del mio ruolo. Voglio riportare i tifosi a San Siro e prometto che chi non lotta non farà parte del mio Milan. Balotelli? Ci può far fare la differenza. E’ un patrimonio del calcio italiano e del Milan, di conseguenza sarà mio dovere valorizzarlo al massimo. Spero di proporre un bel calcio, un calcio offensivo: siamo il Milan, dobbiamo comandare noi la gara. Conte mi ha chiamato e mi ha detto: l’unica cosa che cambia è che da allenatore non dormi più la notte. Io sono molto autocritico, mi metto sempre in gioco e cerco di migliorare. Le esperienze agli Allievi e in Primavera mi hanno fortificato. Dobbiamo prendere esempio dall’organizzazione e dalla voglia di certe squadre che hanno stupito in questa stagione, come l’Atletico Madrid e il Costa Rica. Lavorerò innanzitutto sul concetto di gruppo e sarò molto rigido specie sulla forma fisica dei calciatori. Ho trovato un ambiente bellissimo, la passione dei tifosi del Milan è incredibile. Anche la rabbia è legittima, dobbiamo averla anche noi: i miei giocatori devono essere arrabbiati per dover sentire la musichetta della Champions League solo in tv. Onorare la maglia è stato il mio motto per tutta la carriera, dovrà essere anche quello dei miei calciatori. Voglio essere come Ancelotti, che si è fatto voler bene dai suoi calciatori ma al tempo stesso era rispettato. Perdonerò sempre un errore tecnico-tattico ma mai un comportamento sbagliato, perché un giocatore del Milan non può non fare una vita da atleta. Per 20 anni non ho mai sgarrato, e questo è importante. Sono pronto a tutto: sono già cosciente del fatto che quando perderemo la colpa verrà data solo a me. Ma fa parte del gioco. Non mi permetto di giudicare chi c’è stato prima di me. Il mio Milan era assatanato di successo. Quando non giocavo mi allenavo ancora di più e dimostravo coi gol al mio allenatore che si sbagliava. Spero di riuscire a dare i giusti consigli a riguardo. Il Presidente Berlusconi ha ancora l’entusiasmo di un ragazzino e questo mi ha dato grande voglia di iniziare questo percorso: lui può essere il più grande acquisto di questa stagione. La Società saprà soddisfare le mie esigenze in sede di mercato. Mi auguro che un qualsiasi giocatore allenato da Pippo Inzaghi sappia conquistarsi il posto in squadra. Con me si parte da zero, chi mi dimostrerà bravura, talento e disciplina giocherà. La disfatta dell’Italia? Nessuno se l’aspettava. Abbiamo bisogno di rinnovamento e programmazione, e noi del Milan dobbiamo dare una mano col settore giovanile. Bisogna anche proteggerli i giovani però: l’opinione pubblica non può distruggere un giovane dopo una sola partita sbagliata. La Germania investe tanto nei giovani ed è in Finale ai Mondiali. Io li farò esordire quando saranno pronti per San Siro. Honda? Appena arriverà lo valuterò. E’ un giocatore che mi piace, se giocheremo con tre davanti lo schiererò a destra. Come tutti i calciatori, spero che anche lui renda al 100%. Adatterò il modulo ai giocatori che avrò a disposizione. Obiettivi? Quello principale è tornare in Champions League, senza dubbio..