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Un club, una squadra, un tifo atipico. La passione per la legna si fonde con quella per il calcio, amalgamata da un forte sentimento di appartenenza cittadina. In una sola parola “Portland Timbers”, la squadra più stravagante della MLS americana.

TIFO- Il club, fondato nel 1975, ma ricostruito e portato in auge a partire dal 2001, vanta di una tifoseria caldissima, al livello di quelle europee. Si chiama “Timber Army”, la frangia di sostenitori più fervida, con a capo il Timber Jim, l’uomo mascotte e leader del tifo, e che ad ogni gol dei Timbers taglia una fetta di albero dal tronco con una sega circolare, un rito che piace molto alla folla e che ormai fa parte della tradizione della squadra. L’aria che si respira allo stadio, durante una partita della squadra, è incredibilmente affascinante. Dal primo fino all’ultimo minuto i tifosi non smettono mai di cantare. Inoltre, negli ultimi dieci minuti, se i Timbers stanno perdendo la curva innalza ancora più forte i cori per sostenere i propri beniamini in campo.

STADIO- Va anche detto che I caldi tifosi dei Timbers possono sedersi  in uno stadio che rappresenta il simbolo dell’innovazione sportiva americana (così come lo stesso club, considerato la quinta azienda sportiva più redditizia degli USA). Il Providence Park di Portlandinfatti, prima chiamato Jeld-Wen Field, ha una capienza intorno ai 20.000 posti, ma vi è una richiesta talmente alta che la lista d’attesa è di circa un anno e supera i 10.000 tifosi! Inoltre è considerato uno stadio tecnologicamente all’avanguardia, voluto dal ricco proprietario Merrit Paulson (figlio dell’ex capo di Goldman Sachs).

RISULTATI- Sul piano dei risultati però il club di Portland non sta andando benissimo. L’ottavo posto nel girone della Western Conference non gli garantisce il passaggio ai play-off. I Timbers possono ancora rimontare e scalare la classifica, mancano una decina di partite alla fine del campionato regolare. E poi, se dalla tua parte hai i boscaioli dell’Oregon niente è impossibile…

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