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Il Torino si prepara all’appuntamento con l’Europa League con al timone sempre Giampiero Ventura, orfano del capocannoniere dello scorso campionato, Ciro Immobile, ma con un Quagliarella in più. Ecco cosa ha dichiarato il tecnico granata a “La Gazzetta dello Sport”

“La società ha investito su giocatori con esperienza come Nocerino, Molinaro e Quagliarella, e su stranieri che dovranno essere più di una scommessa. La programmazione richiede un mix di risultati sportivi ed economici e la scorsa stagione abbiamo raggiunto lo scopo. Fabio sa cosa significa la maglia del Toro. Ho parlato con lui il primo giorno e gli ho spiegato cosa è diventato lo spogliatoio. Esperienza, capacità e voglia di granata non gli mancano. Non deve dimostrare nulla, deve essere. Cerci? Con lui ho parlato quattro giorni fa. A Immobile dissi che al suo posto avrei fatto un altro anno a Torino ma gli è arrivata un’offerta irrinunciabile. Fosse rimasto non sarebbe stato lo stesso Immobile. Lo stesso vale per Cerci. Se resta sono contento. Se il mercato dice diversamente, peccato. Se Iturbe con 8 gol vale 30 milioni, Cerci con 13 gol e 11 assist vale molto di più. Alessio è maturato e non è vero che rende solo con Ventura”.

“L’addio di Antonio Conte? Non entro nel merito. Solo i protagonisti sanno che cosa è successo. Se vinceremo il derby, però, diranno che è successo perché non c’era più Conte. Con lui la Serie A perde un protagonista. Può essere simpatico o no, ma la sua Juventus era la squadra che giocava meglio, ha meritato i tre scudetti”.

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