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james rodriguez maglia

James Rodriguez sta monopolizzando l’attenzione al Real Madrid. Il mastodontico trasferimento del giovane trequartista colombiano, costato ai Galacticos ben 80 milioni di euro, è già in corso di ammortizzazione grazie all’imponente merchandising delle magliette da gioco con il suo nome. I tifosi del Real sono letteralmente impazziti per il capocannoniere degli scorsi Mondiali in Brasile. Addirittura si parla già di 900 camisetas blancas con il numero 10 ed il nome “James” stampato sul retro vendute nella sola prima ora di apertura del negozio ufficiale del Real Madrid al Bernabeu. E nei due giorni successivi alla presentazione di James Rodriguez ben 345.000 sono le unità piazzate in tutto il mondo, cosa che mette in serio pericolo il primato di un milione di magliette detenuto da Cristiano Ronaldo ai tempi del suo approdo alla squadra madrilena nel 2009.

ADIDAS E’ IL VERO RE MIDA – Le maglie di James Rodriguez si vendono a 100 euro l’una, per cui il Real Madrid ha già fatto segnare sulla carta 34,5 mln di euro di ricavi in soli due giorni, in pratica il 40% della cifra sborsata al Monaco per avere il giocatore, anche se si parla di dati in prospettiva, con le famose trecentocinquantamila shirts già date via che inglobano anche le unità prenotabili e non solo quelle effettivamente vendute. A ciò c’è da aggiungere che il Real Madrid potrà tenere per se solamente il 30% dei proventi, con il restante 70% che andrà invece allo sponsor tecnico Adidas, come da contratto.

QUANDO LE COSE FUNZIONANO… – Ma il presidente Florentino Perez sarà bene felice di intascare comunque oltre 10 milioni di euro, cifra che nella sola Serie A rappresenta un tetto già molto elevato per fare mercato. E proprio in Italia il marketing delle maglie non decolla o non funziona a dovere come in altri campionati esteri, dove tanto per fare un esempio non esistono esemplari farlocchi o prodotti non ufficiali. Ed anche l’efficienza dei servizi offerti dagli store online dei club esteri sembra superare in qualità i corrispettivi italiani. A conclusione di ciò mettiamoci pure l’assenza di norme che tutelino i prodotti ufficiali dei club nostrani.

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