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Carlos Dunga è tornato c.t. del Brasile dopo i quattro anni, fra il 2006 e il 2010, chiusi con l’eliminazione ai Mondiali Sudafricani per mano dell’Olanda. Intervistato dal settimanale “Veja”, il nuovo tecnico della Seleçao si è soffermato su diversi aspetti. Ecco quanto evidenziato da Maidirecalcio.

PIANTI – “Quelle scene di pianto come nella partita contro il Cile stonano nel mondo del calcio. Noi siamo sessisti, abbiamo l’idea dell’uomo che non piange, anche se dobbiamo saper rispettare tutti. Psicologo? Non so se sia una soluzione. Non ho nulla contro, ma difficilmente un giocatore si apre in cinque minuti. La prima cosa che pensa è: ‘E se racconta tutto all’allenatore’?”.

LOOK – “Se vuoi cambiare colore di capelli, lo fai prima o dopo il Mondiale. Durante quei trenta giorni, non si parla di contratto, di famiglia, né di marketing. Se vuoi indossare un cappellino (altro riferimento a Neymar, ndr), indossi un cappellino della Seleçao”.
SOLDATI – “C’è stata troppa preoccupazione dopo l’infortunio di Neymar prima della gara con la Germania. Non mi è piaciuto. Il messaggio trasmesso è stato ‘Abbiamo perso un guerriero’. Però se andiamo in guerra non possiamo fermarci a piangere le perdite. Dobbiamo dare forza al soldato che entra al suo posto”.
GIUDA – “Nei sondaggi su dieci intervistati, dieci sono contro di me. Nemmeno Giuda aveva così tanta gente contro… Dicevano che era il turno di Tite. Dicono sempre che sia il turno di qualcun altro. Ma ora tocca a me”.
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