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Lui è Edmundo Alves de Souza Neto, più semplicemente Edmundo, O’Animal, un genio del calcio lanciato negli anni 90′ e avviluppato su se stesso, un calciatore, un fenomeno (con i piedi), che ben si descrive con la scenetta che vide Romario rispondere ad un giornalista che gli chiedeva come mai al Vasco Da Gama portasse lui la maglia numero 10 e non la stella di USA 94 con la risposta emblematica “Quello forte è lui”. Arrivato a Firenze sull’onda di quelle ciliegine tanto care a Vittorio Cecchi Gori, il presidente viola dalle innate doti agricole (zafferano docet), presentatosi alla città con quella doppietta in un pomeriggio di Parma, con tanto di corsa e capriola, quasi, in bocca a Malesani e che finì per vedere la sua leggenda (viola) terminare in pieno febbraio 1999 su quell’aereo in partenza per il carnevale di Rio. Oggi uno dei giocatori più amati e discussi di sempre è tornato a parlare, soggetto la Fiorentina e Giuseppe Rossi, il Pepito nazionale ammirato per circa 45 minuti contro il Palmeiras, questa l’intervista rilasciata ai microfoni di Radio Blu “In tanti a Firenze pensano che la Fiorentina non vinse lo scudetto nel 98-99 per colpa mia, a causa del mio ritorno in Brasile in occasione del carnevale. Per me fu semplicemente colpa del presidente perché quella squadra non aveva sostituti all’altezza per Batistuta e Rui Costa.

EDMUNDO SULLA FIORENTINA DI ADESSO Ai microfoni di violachannel O’Animal ha poi parlato del presente viola “Credo che nella prossima stagione la Fiorentina possa fare meglio dello scorso anno, ha la rosa per competere con le primissime della classe. Ogni tanto faccio un salto a Firenze, mi manca un po’ la città, la gente e i tifosi, forse ho scelto la strada sbagliata in passato ma fa niente, dobbiamo guardare avanti. Giuseppe Rossi? Giocatore bravissimo, ora capisco meglio perchè era arrabbiato con l’allenatore della nazionale, Prandelli ha sbagliato a non portarlo al Mondiale. Rossi è un giocatore diverso dagli altri e doveva giocare titolare nell’Italia. Ha la magia dei giocatori brasiliani e fa sempre la differenza, era la prima volta che lo vedevo dal vivo e mi ha fatto un’impressione spettacolare, anche se mancava un po’ di forza e brillantezza.

Stefano Mastini (@StefanoMastini1)

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