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Rudi Garcia ha parlato ai microfoni di Philadelphia per presentare la sfida di domani alle 13.00 locali (19.00 italiane) contro l’Inter.

Un mini-bilancio su questa tournée? Quale l’aspetto migliore?
“Nel calcio, già l’ho detto, bisogna essere efficaci. Per me abbiamo giocato una gara migliore con il Manchester e col Real Madrid. Col Real siamo stati efficaci avanti e dietro. La differenza tra le due gare è una differenza di approccio alla gara, perché abbiamo avuto meno la palla, ed era anche voluto. È stato difficile anche così, visto che era il Real Madrid. Alla fine, quando abbiamo avuto lo spazio per giocare lo abbiamo fatto bene, segnando e avendo l’occasione del raddoppio con Ljajic. Va bene così, dopo una sconfitta bisogna reagire, ora possiamo ancora andare a Miami”.

La tournée sta per finire e non ha avuto a disposizione Gervinho. Le ha dato fastidio questo fatto? Questa vicenda poteva essere gestita meglio?

 “Aspettiamo lui e anche Maicon e Torosidis, per continuare la preparazione. il suo problema del visto è un caso comune ai giocatori del Bayern, mi sembra. Dobbiamo adattarci. Avevamo previsto di lasciare parte dello staff a Trigoria, si allena bene e abbiamo tempo per lavorare con lui”.

Si parla molto sull’opportunità di fare queste tournée. Alla luce della sua esperienza,  come vede la squadra anche rispetto ad altre preparazioni fatte in Europa?
“Quello che posso dire è che tutti le grandi d’Europa sono qui in questo momento. È il calcio di oggi, c’è da sviluppare il brand, lo facciamo oggi negli USA, magari domani sarà in Indonesia o altro. Abbiamo uno svantaggio, iniziamo più tardi rispetto agli altri. Questo può essere un problema anche per l’inizio di campionato e Champions League, c’è la sosta subito dopo la prima gara, da altre parti giocano almeno due partite. Questo è un problema, l’Italia deve riflettere su questa cosa. Penso, ma forse mi sbaglio, che sia una questione di cultura. Le cose per me devono cambiare, se vogliamo che tutte le squadre si preparino bene per le gare europee. Giocare contro Manchester United e Real Madrid davanti a tanta gente in stadi pieni per me è un’opportunità veramente interessante per prepararsi bene”.

Come è cambiato rispetto a un anno fa il suo rapporto psicologico con la squadra? In Italia si è parlato molto di banane, da 1 a 100 quanto è il suo timore che una stagione possa essere rovinata da vicende di tipo razzista?
“E’ vero che l’ambiente è totalmente diverso. Siamo passati dalla catastrofe all’euforia, io sono sempre per la via di mezzo. È vero che abbiamo fatto un campionato da record, ma adesso bisogna essere anche ambiziosi. Lo siamo, lo sono, non è un problema, sarà sempre così e punteremo in alto. Ma c’è una squadra che ha vinto tre scudetti di fila, che ha preso Evra e Morata e che diventa outsider è strano. La favorita è sempre la Juventus, faremo di tutto per lottare con loro e speriamo di finire più in alto possibile. Non dimentichiamo che giocare la Champions League ogni anno deve essere l’obiettivo. Sicuramente dobbiamo lottare contro il razzismo in tutti i modi, la bellezza di uno spogliatoio è che non si parla di colore di pelle, di religione… parliamo solo se un giocatore è bravo o meno bravo. È una bella cosa che non deve cambiare, dobbiamo lottare contro questa cosa. L’esempio deve venire anche dai dirigenti, mi sembra ovvio”.

Ritiene Skorupski pronto per giocarsi il posto con De Sanctis? Astori è pronto al debutto?
“Lukasz sta migliorando, è un ragazzo che ha una potenzialità importante. Il numero uno rimane Morgan, non c’è dubbio, ma dobbiamo essere anche sicuri che in caso di problemi con lui ci sia un secondo e un terzo portiere di qualità. Lukasz migliora perché ha imparato la lingua, per lui era difficile. Un portiere deve comunicare, deve ancora migliorare non solo per la lingua ma deve avere ancora più personalità, è grande e forte e ha tutto per diventare un portiere di grandissimo livello. Finalmente può giocare queste partite contro grandi squadre, ha buona esperienza. Davide è pronto per giocare, anche lui ha bisogno di giocare con la squadra per sapere come difendiamo e attacchiamo. Lo vedremo in campo tra poco”.

Quali sono le condizioni di Strootman? Emanuelson ha detto che ci vogliono 3 mesi…

“Urby è dottore? Non lo sapevo… (ride, ndr). Kevin sta seguendo il suo percorso, bisogna lasciargli tempo. È sulla strada giusta, ho scelto di non farlo viaggiare, l’ho lasciato a Boston con un nostro preparatore e un fisioterapista, ha la sua piccola squadra. Va tutto bene, È sicuro che l’allenatore che sono preferisce avere Kevin il più velocemente possibile, ma voglio un Kevin al 100% non solo sul piano della guarigione ma per quanto riguarda la condizione fisica. Lui lavora tranquillamente, ha voglia di tornare in squadra”.

Sulla partita di domani.
“C’è una possibilità di andare a Miami a fare la finale, non dipende solo da noi. Dobbiamo prima vincere noi e il Real poi battere il Manchester. È uno scenario possibile”.

Nelle prime due partite chi l’ha colpita di più tra gli esperti e i giovani?
“Guardo più l’atteggiamento di squadra. Col Liverpool abbiamo gestito i tempi di gioco, anche col Manchester. Era previsto col Real che alcuni di loro potessero andare avanti nella gara. Il mio primo obiettivo era dare tempo di gioco abbastanza efficace, senza prendere rischi. Col Manchester abbiamo visto una squadra molto giovane, con i soli Benatia e Keita uomini di esperienza, si è visto nei 10 minuti in cui abbiamo preso i gol. Mi è piaciuta la reazione, di carattere. Quello servirà nel corso della stagione. Col Real abbiamo visto una squadra più esperta, questo aiuta molto nei momenti difficili come abbiamo visto nel primo tempo, con la sofferenza sul possesso palla”.

Si è parlato molto della questione Benatia. Si sente di dire come sta il ragazzo e che darà il 100% in questa stagione?
“E’ ovvio che darà il 100%, è un professionista esemplare. Abbiamo visto le ultime partite che ha giocato, per me non ci sono problemi. Spero che tra poco ci sarà anche la possibilità per lui la possibilità di parlare con voi, è la migliore cosa per avere un avviso di una persona”.

Quella di domani sarà la prima sfida contro una rivale italiana. L’ha preparata in modo diverso dal punto di vista tecnico-tattico?
“Niente di particolare, non è che se una squadra è italiana noi cambiamo approccio. Abbiamo fatto come al solito un video sull’avversario, come nelle prime gare. Domani sembra che l’Inter giocherà come il Manchester United, con 3 difensori e anche un regista. È un approccio tattico che mi piace, è interessante giocare contro un modulo differente, in campionato sarà la stessa cosa. Si lavora sul piano difensivo e offensivo. Contro il Manchester non abbiamo sofferto sul piano tattico, non ho mai visto la Roma fuori posizione. Poi abbiamo preso dei bei gol di grandi campioni. Domani mi aspetto lo stesso atteggiamento, saper rispondere a un modulo di gioco avversario e trovare la chiave per vincere la partita. Per concludere, sarà un piacere incontrare Dodô, è un ragazzo d’oro e spero che giochi più gare dell’anno scorso, il modulo è più adatto alle possibilità, è un giocatore forte sul piano offensivo”.

Perché state qui negli Stati Uniti? Pensate di essere la sorpresa della prossima stagione?
“Siamo qui perché è una bella opportunità per giocare queste grandi partite contro grandi squadre, poi spiegherò perché mi piace essere in ritardo sulla preparazione. Faremo di tutto per esprimere tutte la potenzialità della squadra, abbiamo una rosa più completa. Abbiamo visto il calendario, a settembre giocheremo 7 partite in fila ogni tre giorni, così a novembre e così a dicembre”.

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