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Evoluzione e tradizione sono due componenti che più incidono nello sviluppo calcio; uno dei temi su cui è più interessante, e forse anche entusiasmante, vedere come esse abbiano segnato il gioco del pallone è certamente quello legata alle uniformi da gioco.
Una delle squadre che, nel corso della storia, ha più cambiato look è certamente il Manchester United; nata nel 1878 con il nome di Newton Heath la formazione, allora composta dai lavoratori della ferrovia Lancashire- Yorkshire, indossava una divisa giallo- verde, colori che erano mutuati dalla azienda ferroviaria.
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La trasformazione dal giallo-oro all’attuale rosso con bordi neri avvenne solo nel 1902, quando il club venne rinominato Manchester United. Nei primi 20 anni del ‘900, però, alcune scelte innovative furono compiute a livello di uniformi; celebre è la maglia usata in occasione della prima finale di FA Cup della storia dello United, disputata nel 1909. Data la presenza in finale del Bristol City, la cui uniforme era anch’essa di colore rosso, entrambe le formazioni decisero di disputare la partita con le maglie di riserva; quella del Manchester, che vincerà per 1-0 la finale e conquisterà così la sua prima FA Cup, era bianca, segnata da enorme “V” rossa che girava intorno al collo dei giocatori.

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Solo nel 1928 il Manchester United decide di confermare che il kit principale di gara sia composto da una maglia rossa, calzoncini bianchi e calzettoni neri. Il particolare di queste uniformi, che si protarrà per anni, è rappresentato dalla presenza costante di bottoni bianchi, tanto sulle uniformi da gara che su quelle di trasferta. Sarà questa la maglia che caratterizzerà anche l’epoca dei Busby Babes; i ragazzi formidabili prodotti dal settore giovanile del club che conobbero la gloria negli anni ’50, gloria che, per otto di questi, si trasformò in tragedia nel tremendo incidente aereo di Monaco nel 1958.
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Negli anni ’60 le divise perdono prima il particolare dei bottoni e, successivamente, lo scollo a “V” diventando caratterizzate, tanto quelle principali quanto le seconde e le terze, dal girocollo. L’uniforme che fa la storia, in questo decennio, è però quella della finale della Coppa dei Campioni del 1967-68, vinta contro il Benfica di Eusebio con un sontuoso 4-1 dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, grazie alla doppietta di Charlton e alle marcature di George Best e Brian Kidd. Nonostante la seconda maglia dello United fosse, come da tradizione, bianca, i giocatori di Busby scesero in campo con un’uniforme blu scuro.
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Negli anni ’70 si ritorna al particolare collo a “V”, bianco su campo rosso. L’uniforme del decennio è però quella del 1972-73, la prima che esibisce il logo del club sulla maglia, fino ad allora contraddistinta dallo stemma della città.
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Dagli anni ’80 in poi la pubblicità entra prepotentemente anche all’interno del panorama calcistico; le uniformi da gioco iniziano ad essere firmate dalle grandi case di abbigliamento sportivo (lo United, da questo punto di vista, vedrà la propria uniforme cucita dalla Umbro, dalla Admiral e dall’Adidas, prima di tornare, negli anni ’90 di nuovo alla mancuniana Umbro). Anche se la prima uniforme non viene stravolta nel corso degli anni, la seconda e la terza maglia vedono repentini cambi di look. Gli anni ’90, da questo punto di vista, offrono forse il peggio degli accostamenti di colore; celebre, a suo modo, la maglia da trasferta del 1992, tanto brutta quanto odiata dai tifosi dello United poichè, con i suoi toni di azzurro e bianco, richiamava la divisa degli odiatissimi cugini del City.mu7

Indimenticabile è poi il kit del 2002, anno del centenario del Manchester United. La prima maglia non subisce troppi ritocchi ma, il tocco di classe, arriva con la seconda divisa, double-face. Bianca da una parte, oro dall’altra, entrambe segnate da bordi neri: Umbro stabilisce un record di vendite per un esperimento commerciali che non aveva eguali nella storia.
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L’ultima grande rivoluzione nelle mute del Manchester United avviene con l’uniforme della stagione 2009- 10. Pensata per omaggiare i 100 anni dell’Old Trafford ed il centenario della prima vittoria della FA Cup, la Nike disegna sul petto delle tre uniformi da gara una “V” simboleggiante la “vittoria”che, nella prima divisa, è di colore nero. I fan, però, non accolgono con fervore la nuova maglia da gioco, colorando per tutta la stagione il “Theatre of Dreams” con i colori originali giallo- verde, in aperta contestazione con l’acquisizione del club da parte dei magnati statunitensi Glazer.
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