SHARE

verratti

Ogni Paese ha i suoi costumi e le sue stravaganze e ciò si manifesta anche in tema di calciomercato. Prendiamo una delle questioni sulle quali più si dibatte nel Belpaese, il mercato dei giovani nazionali e il poco spazio che trovano tra le big del calcio nostrano; quante volte sì è assistito all’emigrazione dei nostri giovani talenti in lidi esteri che hanno dimostrato coraggio e volontà di farli crescere nelle prime squadre, aspettando la loro consacrazione?

IN ITALIA NON SI INVESTE SUI GIOVANI Se il caso che più manifesta questa tendenza è rappresentato da Verratti, passato dal Pescara appena promosso in Serie A al PSG degli sceicchi per circa 12 milioni di euro quando non aveva compiuto ancora vent’anni, tante altre promesse del calcio nostrano hanno seguito la medesima traiettoria. Andando a guardare la formazione titolare dell’Under 21 che, nel 2013, si classificò seconda agli Europei di categoria, sconfitta in finale da una Spagna semplicemente inarrivabile, si scopre come 6 giocatori su 11 militino oggi in campionati stranieri; dopo l’exploit di quella manifestazione il terzino Giulio Donati ed il centrale Luca Caldirola furono acquistati rispettivamente dal Bayer Leverkusen e dal Werder Brema, il primo per circa 3 milioni di euro ed il secondo per 2,5. Fausto Rossi, di proprietà della Juventus, dal 2013 è passato in prestito prima al Valladolid mentre, in questa sessione di mercato, è stato ceduto sempre in prestito al Cordoba, formazione spagnola neo- promossa in Liga; infine, oltre al già citato Verratti, anche Borini ed Immobile, che di quella nazionale erano le punte titolari, hanno oramai abbandonato il calcio nostrano. Il ragazzo di Bentivoglio, in provincia di Bologna, in Italia ci è sempre stato con il contagocce: passato a 16 anni dalle giovanili del Bologna a quelle del Chelsea tornò in Emilia, sponda Parma, nel 2011 per circa 360 mila euro; la Roma, dopo due anni di prestito, riscattò il giocatore per 7.5 milioni ma, dopo una sola stagione, lo rivendette in Inghilterra, ad un Liverpool disposto ad investire più di 13 milioni. La storia di Immobile è invece ben chiara ai più, dato il trasferimento consumatosi quest’estate: più di 19 milioni spesi dal Borussia Dortmund che ha scelto il 24enne napoletano per rimpiazzare Robert Lewandoski, passato al Bayern, con buona pace della Juventus che dalla cessione di Immobile ha guadagnato solo 8 milioni (data la comproprietà del giocatore con il Torino) per poi andarne ad investire 2o su Morata.

IN PREMIER SPESE PAZZE PER LE STELLINE Situazione completamente opposta rispetto al calcio italiano è quella della Gran Bretagna; le squadre di Premier, infatti, non solo investono sui propri giocatori ma, il più delle volte, stra-pagano le giovani stelline, arrivando a versare cifre folli. Il caso più emblematico è sicuramente quello riguardante Luke Shaw, terzino sinistro classe ’95 passato nell’attuale finestra di mercato dal Southampton al Manchester United per più di 37 milioni di euro, più o meno la cifra che l’Arsenal ha versato nelle casse del Barça per assicurarsi le prestazioni di Alexis Sanchez. Mourinho, che non perde mai l’occasione per punzecchiare i diretti concorrenti alla vittoria della Premier, nei giorni scorsi ha commentato così la notizia del trasferimento di Shaw allo United: “Se avessimo preso noi un ragazzino di 19 anni per quella cifra, saremmo morti. Avremmo ucciso la nostra stabilità data dal financial fair play e pure la stabilità del nostro spogliatoio“, puntualizzando che “Quando paghi cifre del genere per un 19enne, anche se è un buon giocatore, un giocatore fantastico, il giorno dopo un sacco di giocatori busseranno alla tua porta dicendoti: ‘Com’è possibile che io ho giocato 200 partite, vinto questo e quest’altro, e arriva un ragazzo di 19 anni prende più di me?“.
Il punto di vista dello Special One non deve aver convinto troppo Arsene Wengere dato che il suo Arsenal, negli scorsi giorni, ha investito più di 20 milioni di euro sul terzino destro, anch’egli classe ’95 ed anch’egli proveniente dai Saints, Calum Chambers, dimostrando come la politica delle “spese pazze” per i giovani talenti sia un must d’oltremanica.

SHARE