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pepeflop 11

Difensore coriaceo, non sempre corretto, di certo non simpatico: il giocatore del Real Madrid Pepe è forse l’emblema del giocatore che non si vorrebbe mai affrontare su di un campo di calcio. Tra interventi al limite della legalità, raptus violenti e teatrali simulazioni, ripercorriamo i 10 momenti che più caratterizzano le esperienze sportive di Pepe e dei suoi sfortunati avversari. 

1- Lo sputo a Keita. L’episodio più recente, durante il match di Guinness Cup contro la Roma. Screzi antichi spingono il giocatore giallorosso ad evitare la stretta di mano con il difensore portoghese ad inizio partita, il quale risponde al termine del match con uno sputo che provoca un lancio di bottiglia da parte dell’ interlocutore. Per la serie “M’hai provocato, e io me te magno”

https://www.youtube.com/watch?v=jmwtXcBj0ro

2-Rosso in Brasile. Il nostro Pepe non riesce a contenersi neanche in una competizione importante come il Mondiale di calcio. Muller cade al suolo in seguito ad un colpo forse non così evidente. Pepe lo avvicina a brutto muso urlandogli contro qualcosa che l’attaccante non prende benissimo, alzandosi e fronteggiandolo. Il gesto del portoghese non passa inosservato e l’arbitro lo punisce con il rosso. Incredulo il difensore, che sembra osservare il direttore di gara come per dire ” Per così poco? So fare molto di peggio!”

pepe muller

3- Violenza verbale. Se le botte rifilate agli avversari non bastassero, il nostro eroe è riuscito a rendersi protagonista anche attraverso l’uso delle parole. Durante un match del 2012 contro il Villareal in cui i blancos erano rimasti in 9 (stranamente con Pepe rimasto in campo), il difensore al termine della partita ha affrontato il direttore di gara urlandogli diversi insulti ed accusandolo di “furto”. Esito? Due giornate di squalifica. E c’è ancora chi afferma che Pepe non sia un giocatore versatile.

pepe arbitro

4-Testata a Fabregas. Colpire un avversario e simulare di aver subito il colpo: si può. Clasico 2014, Pepe colpisce Fabregas e frana al suolo. Testata nucleare?

https://www.youtube.com/watch?v=YJCuiS0Zzh4

5-Gara di tuffi. La simulazione precedente è solo un antipasto delle qualità di tuffatore del nostro protagonista. Il suo stile non è certo impeccabile, ma gli urlacci di falso dolore intenerirebbero anche l’arbitro più freddo e senza cuore. Purtroppo non è questo il caso: il suo tuffo poco credibile non trae in inganno neanche il compagno di squadra Arbeloa, che lo invita ad alzarsi e a riprendere il gioco. Lui per tutta risposta gli rifila un calcio, d’altronde in guerra non si fanno prigionieri ed il fuoco amico rientra talvolta nei danni collaterali.

6- Messi, batti il 5 coi tacchetti. A volte i difensori sono solo un pò goffi, ma non certo cattivi. Questo è di sicuro il caso di Pepe, che “casualmente” calpesta la mano di Messi rantolante al suolo in un Clasico del 2012. Il suo “Non l’ho fatto apposta” pare aver convinto il giudice sportivo, ma  alcuni testimoni giurano di aver sentito risate diaboliche per circa tre giorni dall’abitazione dell’innocuo difensore.

7-Testata di Messi al piede di Pepe. Palesemente un altro contatto fortuito. No? Sicuri? Beh in effetti sembra proprio un calcione alla tempia…

8-Gestualità gentile ed affettuosa. Se non suscita simpatia negli avversari in campo, almeno i tifosi ne apprezzano le qualità, il coraggio e l’impegno profuso in campo…fino a quando non decide di insultarli con il gesto dell’ombrello.

9-Chioma fluente. Di tutti i crimini da lui commessi nel rettangolo verde, quello peggiore è forse quello nei confronti dell’estetica ed il buon gusto. Testa rapata o boccoli d’oro: quale look esalta di più il suo killer instinct?

pepe capelli

10- L’ira funesta. L’apoteosi raggiunta dal difensore portoghese è, però, senza ombra di dubbio il minuto di furia assoluta durante il match contro il Getafe del 2009. Dopo aver messo giù Casquero, lo colpisce due volte alla schiena e , dopo essere stato allontanato, trova il tempo per spintonare ed abbattere un altro avversario. L’arbitro, seppur temendo il peggio, lo espelle ed il giudice sportivo lo squalificherà per 10 giornate. Qui non c’è involontarietà o simulazione che tenga: il tentativo è chiaramente quello di finire il nemico appena sconfitto. Re Leonida e l’intera città di Sparta sarebbero stati fieri di lui: HAU HAU HAU!

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