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de rossi de sanctis

I romanisti Daniele De Rossi e Morgan De Sanctis dicono la loro su Carlo Tavecchio, candidato alla presidenza della FIGC, sfiduciandolo in maniera netta dopo le polemiche che lo hanno investito nei giorni scorsi per alcune sue controverse dichiarazioni di presunta discriminazione razziale.

IL SILLOGISMO DELLE BANANE – De Rossi afferma: “Non voglio giudicare Tavecchio ma non si può negare il fatto che abbia detto delle cose gravi. E questo è il modo di fare in Italia, alla fine non ci sono mai provvedimenti netti in seguito a comportamenti eclatanti a differenza degli altri Paesi, dove parole simili verrebbero seguite dalle più logiche conseguenze. Il giorno dopo sarebbero scattate le dimissioni automatiche, mentre da noi no. Sia in FIGC che in altri ambienti molto importanti nessuno ha mai mollato la propria poltrona e questo è grave specie considerando che aria tira in Italia. Se poi in campionato dovessi avere delle beghe con un giocatore di colore dicendogli “Mangi le banane” allora la mia sarà stata soltanto una gaffe e non dovrò subire una squalifica. Diciamo la verità come è: Tavecchio ha sbagliato tutto e non ha valutato le conseguenze delle sue dichiarazioni”.

TAVECCHIO E’ NOCIVO – Morgan De Sanctis si unisce al compagno di squadra De Rossi affermando: “Tavecchio è assolutamente inadeguato per rappresentare il calcio italiano in casa nostra e all’estero, se la FIGC vuole davvero rinnovarsi non dovrebbe votarlo. Bisogna invece puntare su Albertini che rappresenta la vera novità ed è il solo in grado di cambiare le cose. Io sono consigliere AIC e se ci sarà un normale iter democratico ricoprirò il ruolo di consigliere federale in futuro, anche se ora penso a fare bene in campo con la Roma”.

ALBERTINI ALLA CARICA – Intanto lo stesso Albertini scrive su Twitter: “Il palazzo continua  a scricchiolare, tanti si stanno allontanando, rimangono le solite facce”, in riferimento al pensiero espresso da De Rossi, De Sanctis e tanti altri nelle ultime ore contro Tavecchio. L’ex centrocampista del Milan ne ha anche per il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, che lo ha criticato più volte di recente: “Purtroppo per lui la Federcalcio non è una sua azienda, lui conosce solo una gestione monocratica delle cose. Io non baratto nessuna poltrona per le mie idee. E domani (oggi, ndr) non ci sarà nessun candidato all’assemblea di Lega Pro, spero che la cosa porti le opportune valutazioni”.

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