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Miralem Pjanic ha toccato diversi argomenti nell’intervista rilasciata all’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”. Il bosniaco della Roma ha svelato i motivi della sua volontà di restare in giallorosso nonostante altre offerte molto vantaggiose, oltre a parlare degli obiettivi societari e delle passate gestioni tecniche della sua squadra:

TRICOLORE – Pjanic comincia parlando di scudetto: “Questa è la Roma più forte da quando sono qui, lotteremo per lo scudetto senza nasconderci. Contro l’Inter in Guinness Cup abbiamo sofferto ma c’è tempo per rimediare, le partite che contano davvero verranno tra un mese”.

IL RINNOVO – Altro punto saliente dell’intervista a Pjanic è la decisione di prolungare il proprio contratto con la Roma: “Credo nel progetto, nella squadra e nell’allenatore, per questo ho deciso di restare qui. Quando arrivai tre anni fa successo tutto molto velocemente, era la fine della finestra di mercato e giunsi in giallorosso dopo aver cominciato la stagione al Lione. Mi volle Luis Enrique e subito il club mi fece sentire importante. Ho deciso di ascoltare il mio cuore allora come adesso, senza mai pensare di andare via. Ci è voluto del tempo solo perché la trattativa con la dirigenza è iniziata a campionato in corso”.

IL RETROSCENA – Pjanic rivela: “Altre squadre sono arrivate ad offrirmi molti più soldi, ma per me è più importante giocare dove so di poter essere felice, ed alla Roma questa cosa avviene, qui amo tutti e questo club è l’ideale per il mio percorso di crescita. Con questa maglia vincerò e festeggerò con i tifosi, sono queste le cose veramente importanti per un calciatore, non i soldi. Le squadre che mi volevano erano importanti, molto importanti, ma non faccio nomi per rispetto”.

I MONDIALI –Onestamente la Bosnia si aspettava di fare di più, speravamo di superare almeno la fase a gironi nonostante fosse la nostra prima Coppa del Mondo in assoluto. Non siamo stati noi stessi, contro l’Argentina non abbiamo giocato come sappiamo ed abbiamo cercato di evitare una brutta figura”, afferma Pjanic.

ZEMAN E BENATIA – Il fantasista della Roma conclude parlando di due figure del passato e del presente della Roma, Zdenek Zeman e Medhi Benatia: “Il boemo aveva una sua idea di calcio che io non giudico, il feeling con parecchi di noi non era scattato. In molti lo acclamano come un grande allenatore nonostante le classifiche. Lavoravamo molto ma senza divertirci, a differenza di Garcia che sa farti dare il massimo grazie alla sua umanità. Benatia? Non so che problemi abbia con la Roma, ma so che anche lui come me vuole restare qui e non c’è motivo per andare via”.

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