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clermont diacre

Un bouquet di fiori, un’ovazione prima dell’inizio e moltissima curiosità: la francese Corinne Diacre è diventata ieri sera a Brest la prima donna allenatrice di calcio di un campionato professionistico d’Europa. Lo ha fatto esordendo con una sconfitta, per 2-1, alla guida del Clermont Foot contro il Brest (una delle principali aspiranti alla promozione), in un match della prima giornata della seconda divisione francese, la Ligue 2.

Nonostante nei giorni scorsi si fosse sforzata di mettere in risalto gli aspetti prettamente sportivi della partita tra Brest e Clermont, l’attenzione è stata tutta su di lei ed Eurosport, che aveva i diritti, non si è lasciata l’occasione di trasmettere in diretta questa sfida. Prima della partita la Diacre aveva ribadito di voler essere definita “allenatore, e non allenatrice”, ed era tornata a chiedersi del perchè di “tutto questo clamore su di me e la squadra”, pur sapendone bene il motivo.

I diecimila tifosi avversari presenti allo stadio (il Clermont giocava fuori casa) l’hanno accolta con grandi applausi, mentre il tecnico del Brest, Alex Dupont, le ha regalato un enorme mazzo di fiori prima del fischio d’inizio, anche per sottolineare il fatto che proprio oggi la donna che allena il Clermont ha compiuto 40 anni. Nonostante le dimostrazioni d’affetto (c’è stato anche che chi le ha urlato che “ora con te il calcio sarà meno violento”), durante la partita la Diacre si è mostrata poco ‘espansiva’ concentrandosi sullo sviluppo del gioco e alzandosi in poche occasioni dalla panchina. E tutto sembrava andare per il meglio con il Clermont che si è portato in vantaggio all’ottavo minuto e aveva gestito il vantaggio fino all’intervallo. Ma nella ripresa il Brest con un assetto diverso ha ribaltato il match.

La Diacre nell’ambiente viene chiamata la Mourinho al femminile per la dedizione e la cura dei particolari. Infatti al termine del match è apparsa fredda e decisa come il portoghese: “Non mi fa piacere questa sconfitta, anche perché i due errori che abbiamo commesso ci sono costati due gol. Non abbiamo saputo tenere la palla come avremmo dovuto. Però abbiamo dimostrato che possiamo essere temibili ed è questa la base da cui partire”

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