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Se siete degli appassionati di calcio a tutto tondo sarà giunta alle vostre orecchie la storia del Prins Hendrik Ende Desespereert Nimmer Combinatie Zwolle, noto più semplicemente come PEC Zwolle, piccolo club olandese salito alla ribalta per aver sconfitto il ben più quotato Ajax per due volte, rispettivamente nelle finali di Coppa e Supercoppa d’Olanda. Eppure questa società, che nella sua storia ha rischiato diverse volte di scomparire, è tornata a giocare nella massima divisione dei Paesi Bassi solamente due anni fa. Ma andiamo a scoprire nel dettaglio la storia e le imprese di questo club.

SITUAZIONE GEOGRAFICA – Zwolle è una città di circa 125.000 abitanti, capoluogo della provincia dell’Overijssel, la quale è situata nella parte centro-orientale del Paese. Dal punto di vista calcistico, però, la città di Zwolle non è mai stata la capitale della propria regione, che infatti ha sempre visto il predominio di Enschede e della sua squadra, il ben più noto e titolato Twente. Il PEC infatti, al contrario del Twente, che si è sempre mantenuto tra le grandi d’Olanda, nella sua storia è quasi sempre stato uno yo-yo club, ovvero una di quelle squadre che ottiene spesso retrocessioni e promozioni e che, dunque, si alterna tra prima e seconda divisione.

LA STORIA DEL CLUB – Il PEC Zwolle, nella sua conformazione odierna, nacque nel 1910, assumendo il suo attuale nome interminabile a causa della fusione tra il Prins Hendrik e l’Ende Desespereert Nimmer. Il diminutivo PEC nasce così dalle iniziali delle due squadre (P ed E) e dalla C della parola “Combinatie”, traducibile in italiano appunto come “fusione”. Il club, però, non ebbe mai grandi risultati in campo nazionale, raggiungendo come miglior risultato una finale di Coppa d’Olanda nel 1928, persa poi contro il Racing Club Heemstede. A seguito della fusione con i rivali cittadini dello Zwolsche Boys (letteralmente “Ragazzi di Zwolle”) nel 1969, il PEC cominciò pian piano ad ottenere risultati migliori, giungendo infine nuovamente in finale del KNVB Beker nel 1977 (persa proprio contro il Twente) e conquistando la prima promozione in Eredivisie della propria storia l’anno successivo.

LA CRISI E LA BANCAROTTA – Se dal punto di vista sportivo la prima stagione in Eredivisie fu trionfale per lo Zwolle, che chiuse il campionato all’ottavo posto (ancora oggi il miglior risultato della storia del club), la situazione economica della società cominciò gradualmente a peggiorare, fino poi a portare la squadra sull’orlo del fallimento nel 1982. Con l’arrivo alla guida del club di Marten Eibrink le finanzie migliorarono per qualche tempo ma, dopo qualche anno di su e giù tra prima e seconda divisione, contornati tra l’altro con numerose polemiche con le autorità locali, il PEC dichiarò ufficialmente bancarotta nel 1990.

I SUCCESSI RECENTI – Dopo la bancarotta, però, la via della risalita non è stata poi così impervia: il neonato FC Zwolle, infatti, già nei primi anni novanta sfiorò ripetutamente l’Eredivisie, fino a ritrovarla per un paio di stagione all’inizio del nuovo millennio. Dopo ancora qualche anno in Eerste Divisie, condito con la costruzione di un nuovo stadio, ecco che nel 2012 i bianco-blu vincono il campionato e si presentano ai nastri di partenza dell’Eredivisie tornando al vecchio nome di PEC Zwolle. Dopo una prima stagione tranquilla, conclusa tranquillamente a metà classifica, l’inizio dello scorso campionato aveva già fatto intravedere che i bianco-blu si sarebbero tolti delle belle soddisfazioni: dopo le prime 4 giornate, infatti, lo Zwolle era a punteggio pieno e da solo in vetta alla classifica. Un traguardo storico per il club, che perse il primato solitario solamente alla 6a giornata, uscendo sconfitto per 2-1 dal campo dell’Ajax. Ma ci sarà modo di vendicarsi…

IL TRIONFO DEL DE KUIP – Lo Zwolle, per la verità, non dovette affrontare un cammino terribile per arrivare in finale di Coppa d’Olanda: battute nell’ordine furono il Fortuna Sittard (serie B), Wilhelmina (dilettanti), Excelsior (di nuovo B), JVC Cuijk (terza divisone) e NEC Nijmegen (retrocesso in B al termine della stagione). E tra l’altro, con l’eccezione dell’Excelsior, furono tutte partite affrontate tra le mura amiche. Alla vigilia della sfida al grande Ajax si pensava dunque che il PEC fosse arrivato sin lì un po’ per caso e che non avrebbe avuto chance contro i Lancieri, che, infatti, si portarono in vantaggio dopo appena due minuti. Tuttavia quella non fu una partita come tutte le altre: i tifosi dell’Ajax avevano infatti ottenuto il permesso di tornare ad entrare nel De Kuip (lo stadio degli odiati rivali del Feyenoord) dopo 5 anni di squalifica e si lasciarono così andare a numerose intemperanze, tanto da obbligare gli arbitri a sospendere la partita proprio sul risultato di 1-0 per i Lancieri. Al rientro in campo si presentò un Ajax molto disorientato e lo Zwolle, superato l’impaccio iniziale, si scatenò letteralmente, andando a segno per 4 volte in poco più di 20 minuti e portandosi così a riposo sul sorprendente risultato di 4-1. Nel secondo tempo ci fu addirittura spazio per il gol del 5-1, che sancì definitivamente la vittoria del primo trofeo della storia dei bianco-blu.

LA RIVINCITA DELL’AMSTERDAM ARENA – Avendo però l’Ajax vinto il campionato, per lo Zwolle il debutto stagionale era in programma di nuovo contro i Lancieri, nel Johan Crujff Schaal, la Supercoppa d’Olanda, che si sarebbe disputata, come da tradizione, all’Amsterdam Arena. Agevolati dal fattore campo (seppur ufficialmente si trattasse comunque di campo neutro), l’Ajax sembrava dunque pronto a prendersi la rivincita, ma, invece, si è dovuto piegare nuovamente al PEC, che, grazie ad una rete di Nijland, ha sbancato Amsterdam, ha conquistato il secondo trofeo della propria storia e ha confermato la maledizione che accompagna l’Ajax in questa competizione: 5 presenze consecutive in Supercoppa d’Olanda, condite però da 4 sconfitte.
Una squadra giovane, affamata e sorprendente quella del PEC Zwolle, che nel precampionato si è tolta la soddisfazione di sconfiggere anche formazioni del calibro dell’Hannover e del Paok Salonicco e che si prepara così nel migliore dei modi ad affrontare uno storico esordio in competizioni internazionali: riuscirà a sorprenderci anche nella prossima Europa League?

di Raffaele Di Filippo

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