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In Consiglio dei Ministri c’è voglia di fare, dopo una settimana di lotta senza sosta in Senato riguardo la riforma dello stesso, è tempo che il Governo ricordi all’Italia di “stare ancore al Mondo”, ecco allora il Ministro degli Interni Angelino Alfano tuonare riguardo la lotta alla violenza negli stadi, bersaglio i soliti ultras che da sempre imperversano sul suolo del belpaese. Le dichirazioni del Leader del Nuovo Centro Destra sono state raccolte dalla Gazzetta dello Sport.

ALFANO CONTRO TUTTI “Da domani mettiamo alla prova queste norme. L’obiettivo è chiaro: fuori i violenti dagli stadi, restituiti alle famiglie La linea del “daspo”è stata tracciata “Abbiamo scelto la linea dura per i recidivi, per cui è previsto il divieto di stadio dai cinque agli otto anni. E scatteranno i provvedimenti anche in caso di esposizione di striscioni violenti e di istigazione all’odio, e di atti che avvengono fuori dallo stadio. Poi c’è il daspo di gruppo”

Daspo inattaccabile? “Noi riteniamo di sì. Tant’è vero che anche la Giurisprudenza fornisce suggerimenti ai Questori affinché motivino meglio i loro provvedimenti da renderli difficilmente attaccabili in sede giurisdizionale. In alcuni casi scatterà l’obbligo di firma durante la partita. Vogliamo che i violenti non si avvicino neanche allo stadio” L’idea che possa bastare un questore mette d’accordo tutti, oppure servirà un magistrato? “Rientra fra i poteri del Questore”.

Quale comportamento nei confronti degli ultras? Nel decreto non è previsto lo scioglimento dei gruppi “Il rigore delle sanzioni nei confronti di coloro che commettano atti di violenza può arrivare alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, misura fino a oggi prevista per i criminali più pericolosi, che appartengano ad associazione mafiose e non. E il rischio di vedersi impedite le trasferte per due anni dovrebbe ridurre i comportamenti violenti e vessatori”.

Stefano Mastini (@StefanoMastini1)

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