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Vi ricordate di Eraclito? Il filosofo dell’antica Grecia soleva dire: ” πάντα ῥεῖ” (Pánta rêi ), tutto scorre. Così come nella vita di ogni giorno, anche nel calcio questo celebre aforisma rappresenta la verità: gli allenatori, i presidenti e i giocatori vanno e vengono, ma quando una bandiera come Landon Donovan decide di appendere gli scarpini al chiodo fa sempre un grande effetto.

Ma chi è  Donovan? Nato ad Ontario nel 1982, è il simbolo di un calcio, quello statunitense, in continua crescita: gli stadi sono sempre più affollati, le squadre sempre più organizzate. Basti pensare che ai Mondiali la truppa di Klinsmann, considerata come una delle formazioni cuscinetto dei gironi, ha in realtà stupito tutti fermandosi agli ottavi contro il Belgio. Landon però non ha partecipato alla kermesse brasiliana ma è stato il precursore del soccer.

Cresce calcisticamente nell’IMG Soccer Accademy, team nel quale si è confermato come una delle migliori promesse del calcio targato Usa. A seguito di una straordinaria partecipazione ai Campionati mondiali under 17, per il giovane calciatore si realizza un sogno: la chiamata in Europa. E’ il Bayer Leverkusen ad aggiudicarsi questo nuovo talento e decide di blindarlo con un contratto di sei anni.

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L’impatto con una Nazione dura e fredda come la Germania non è dei migliori, per questo motivo la società, consapevole delle qualità del giocatore e della cifra spesa per il suo arrivo, decide di concedergli ulteriore tempo per crescere sia come calciatore che come uomo. Dal 2001 al 2004 infatti, Donovan viene girato in prestito al San Jose Earthquakes (California). 87 presenze e 32 gol, ma non è tutto, infatti è nominato sia nel 2003 che nel 2004 miglior giocatore del campionato americano.

Grazie a queste prestazioni positive, a Leverkusen decidono di riportare il talento americano, ma ancora una volta Donovan non riesce ad esprimersi al meglio: sono solo 7 le partite disputate e 0 i gol realizzati. Conclusa la stagione 2004-2005, il Bayer decide di vendere definitivamente il giocatore ai Los Angeles Galaxy. Per Landon è un nuovo inizio.

Approdato a Los Angeles infatti, riesce a contribuire alla vittoria del secondo campionato americano e, grazie ai numerosi gol realizzati e agli altrettanti assist, diventa titolare inamovibile della squadra nonché giocatore più rappresentativo dell’intera Mls. Durante la stagione 2008, Donovan si laurea capocannoniere del campionato con 20 reti, belle quanto inutili: la squadra infatti non riesce a qualificarsi per la fase dei play-off come invece era accaduto nelle annate precedenti.

Tuttavia, le sue prestazioni non passano inosservate, infatti all’inizio della stagione 2009 trascorre un periodo tra le fila del Bayern Monaco con il quale collezionerà sei presenze senza realizzare alcun gol. A partire da gennaio 2010 invece, Donovan si trasferisce in Inghilterra all’Everton: il giocatore è molto motivato, vuole prepararsi al meglio per i prossimi Mondiali in Sudafrica. Al termine della stagione l’Everton vuole prolungare il prestito, ma i Galaxy, opponendosi con tutte le loro forze, hanno la meglio e il giocatore ritorna nella Mls.

Nel 2010, i Galaxy concludono la regular season conquistando anche il record di punti, ma vengono poi eliminati in semifinale. Ancora una volta il titolo si fa attendere.

Ma Donovan è irrefrenabile e così il 16 dicembre 2011, durante la pausa dell’Mls, fa il suo ritorno all’Everton: 9 partite, 0 gol e 7 assist. Un bottino niente male.

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Nella stagione 2012 il giocatore torna definitivamente a giocare per i Galaxy, ma, sempre nello stesso anno, decide di fermarsi per qualche tempo a causa della troppa stanchezza. Questo stop gli compromette la partecipazione ad una partita chiave per la qualificazione ai Mondiali; a causa di ciò, il non troppo idilliaco rapporto con il Ct. J. Klinsmann, già conosciuto ai tempi del Bayern, peggiora ancor di più.

Il giocatore non è convocato per la fase finale dei Mondiali: la notizia è una vera bomba e si alza un grande polverone mediatico. Donovan, in un’intervista, ha espresso tutto il suo rammarico e la sua incredulità. Sarà stato anche questo uno dei motivi per cui la passione è andata piano piano svanendo?

Comunque sia il giocatore aveva deciso di proseguire la sua carriera a Los Angeles, in fondo l’età, sebbene non più florida, ancora non è proibitiva: 32 anni, in un campionato come quello americano, sono più che accettabili e il suo talento avrebbe potuto fare ancora la differenza. Lo scorso mercoledì Donovan ha pure segnato un gol nella sfida tra le stelle della Mls e il Bayern di Monaco. Ma ecco le sue dichiarazioni:

” Dopo un’accurata riflessione, ho deciso che questa sarà la mia ultima stagione da calciatore professinista. Comunque, dopo aver passato metà della mia vita come calciatore, sono molto entusiasta di iniziare un nuovo capitolo e di perseguire nuove opportunità per crescere come persona”.

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