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Intervistato da Sky a Forte dei Marmi, il candidato alla presidenza della Federcalcio Demetrio Albertini prova a fare il punto della situazione ed evidenziare le differenze tra la sua visione del calcio e quella dell’altro candidato Carlo Tavecchio.

Guardare all’estero- “Bisogna confrontarsi le altre federazioni europee che stanno correndo più veloci di noi. Non bisogna copiare ma guardare a chi sta facendo meglio”

Club chiuso- “C’è corporativismo all’interno della Federazione e lo sto vivendo anche io ora. Per loro non è concepibile che un calciatore possa arrivare ai vertici della federazione”

Su Tavecchio- ” Tavecchio ha provato una gestione secondo le sue idee, non tutti la pensano come lui. Non condivido la sua vena esclusivamente commerciale.”

L’unico frutto dell’amor-  “La sua frase è stata fuori luogo, un giocatore delle giovanili dell’ Atalanta ha preso 9 giornate di squalifica per una frase simile, anche se poi sono state ridotte. Un presidente deve essere rappresentativo e comunicativo.”

Il calcio che verrà- “Bisogna comporre rose a 25 con almeno 10 giocatori prodotti nel vivaio, se non si fa così non c’è modo di risolvere i problemi. Voglio e devo essere l’alternativa al calcio che vuole Tavecchio, con lui Federazione in bianco e nero, con me in HD”

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