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Juan Guillermo Cuadrado, la Fiorentina, il Barcellona e il Manchester United, il quadrilatero nemmeno tanto amoroso che tiene sulle spine tutta la tifoseria gigliata, ormai pronta a dire addio al colombiano dopo le parole di Andrea Della Valle in conferenza stampa di ieri. Del resto l’amore è eterno finchè dura, Firenze in tal senso non ha mai fatto ne farà mai sconti, “dalle stelle alle stalle” è questione di un batter di ciglio per il popolo che fece fuori Dante Alighieri, o che tenne in auge Savonarola per poi vederlo bruciare sul rogo. MaiDireCalcio cercherà allora di ricostruire l’affare in sé, magari tentando di capire, con una visione critica, quello che potrebbe davvero essere il futuro del colombiano.

CUADRADO E IL CALCIOMERCATO Siamo a giugno, Cuadrado al Mondiale in Brasile e la Fiorentina a lavorare sui tavoli del mercato per strappare l’intero cartellino del colombiano all’Udinese, tutti tuonano che ci possano essere infiltrazioni esterne, si parla di Juventus e Roma, alla fine arriva Giaretta, direttore sportivo dell’Udinese, a fare chiarezza, spiegando come l’accordo con i viola si sarebbe fatto. 15 mln secchi, ne più, ne meno, per l’altra metà di JC11, sommati agli altri 7 già versati ai Pozzo (per i primi due anni in viola) per un totale di 22 mln di € complessivi. Cifre grosse, cifre da capogiro per la recessione del belpaese. Intanto la rassegna mondiale termina e Cuadrado è diventato una stella, su di lui ci sono i top club mondiali, su tutti Manchester United e Barcellona, entrambe con l’idea di rifondare dopo gli ultimi anni di chiaroscuro, le cifre però stentano ad innalzarsi, i giornali continuano a parlare di somme intorno ai 30 mln di € per portarsi a caso la “vespa viola”, non solo, le nuove compagini di Van Gaal e Luis Enrique vanno avanti con la propria campagna acquisti come se niente fosse, delegittimando le stesse rumors di mercato. Alla fine serve che la faccia ce la metta proprio Cuadrado, siamo allora a due/tre giorni fa, l’esterno tornato a Firenze dopo le vacanze, incontra i suoi compagni, qualche smanceria, poi l’incontro di ieri con Della Valle, infine la conferenza stampa del presidente viola che, dopo l’ottimismo degli ultimi giorni, fa capire a caratteri cubitali che, in realtà, sarà difficile, se non impossibile, trattenere Cuadrado in riva all’Arno.

CUADRADO E L’INTRIGO DI PALAZZO Partiamo da alcune considerazioni: la Fiorentina vorrebbe trattenere il giocatore, come lo stesso Della Valle ha spiegato ieri, almeno per un altro anno; a Cuadrado sono state fatte delle offerte a cui è difficile, se non impossibile, dire di no; l’offerta capace di far vacillare la dirigenza viola non è stata ancora presentata ufficialmente. La volontà del giocatore è indubbia, il Barcellona, la Spagna, la paella, la Rambla e il “calcio bailado” di Neymar-Messi-Suarez, Luis Enrique lo ritiene perfetto per il suo schieramento e molti media della penisola iberica continuano a ripetere come un mantra che “il prezzo non è un problema”. Dall’altra parte invece il Manchester United, la pioggia inglese, la città industriale, fish&chips e il nuovo corso del sergente di ferro olandese, un altro Luis, in questo caso Van Gaal. Insomma, questione di scelte, questione di appeal, roba mica da poco. Per il colombiano cambia parecchio, per la Fiorentina cambia tutto, se è vero infatti che “el precio no es un problema”, c’è qualcosa che sembra non tornare, infatti i Red Devils avrebbero, al momento, i fondi giusti per far vacillare la viola (40 mln di € + bonus), mentre i catalani sarebbero più stretti con il budget, oberati da un monte ingaggi in continua crescita, appesantito dalla presenza del giocatore che proprio Cuadrado andrebbe a sostituire: Dani Alves. Il brasiliano è la chiave per arrivare al colombiano, una volta scacciato l’ex laterale prodigio inamovibile ci sarebbe la liquidità giusta per arrivare a Cuadrado, prima è roba da sforzi sovrumani, o sovrabudget. La Fiorentina rimane nel mezzo, la preferenza del giocatore è chiara e solare, ma l’affare va fatto insieme, in tal senso avere un interlocutore come i rossi di Manchester non può fare che piacere, anzi permette alla dirigenza gigliata di mettere in dubbio la posizione dei catalani, costretti ad un tira e molla evidente. L’intrigo di Palazzo allora è chiaro: lei (Man Utd) è innamorata di lui, ma a lui piace un’altra (Barcellona), la storia più vecchia del mondo.

INTRIGO AL CUADRADO Per risolvere il problema in due parole basterebbe che i catalani pareggiassero l’offerta palesata dai Red Devils (40 mln € + bonus), a quel punto “medaglina e tanti saluti” come si usa dire a Firenze. Se il Barcellona tentennasse, e ad oggi è quello che sta succedendo, rimarrebbero solo gli inglesi che potrebbero vantare tutte le carte in regola tranne la preferenza del giocatore, tanto basterebbe per far sparigliare le carte in tavola. Alla fine potrebbe valere l’idea di non fare l’accordo per fare l’accordo, o meglio giocarsi il tutto come in una partita a scacchi, una mossa in avanti per non tornare indietro, come nel Tiki-Taka. La viola potrebbe cercare l’accordo con i blaugrana che, se non ci fosse intesa sulla cifra, potrebbero allora prendere tempo, vista l’idea del giocatore, magari quanto basta per mandare via Dani Alves, il che si tradurrebbe con una “fumata nera” evidente, almeno nelle fattezze, che però potrebbe profumare d’accordo per il prossimo avvenire. Se la Fiorentina non consentisse a Cuadrado di trasferirsi in Spagna adesso, a fronte di un’offerta modesta, e il giocatore non volesse andare a Manchester, il finale sarebbe a tinte gigliate, magari con una stretta di mano “tra signori” ed uno sforzo di rinnovo/contentino per il colombiano (quello preventivato ieri dallo stesso Della Valle), con la volontà implicita di chiudere il prossimo giugno. A quel punto la Fiorentina avrebbe Cuadrado un altro anno, il bilancio in ordine per il 2015, il Barcellona la parola per accaparrarsi il giocatore una volta terminato l’ingaggio di Dani Alves (in scadenza nel 2015). Insomma tutto molto machiavellico, tutto molto “Italian Job”.

Stefano Mastini (@StefanoMastini1)

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