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Da abbonato all’infermeria di Vinovo, a uomo più in forma del circo itinerante bianconero. Simone Pepe è tornato. L’esterno di Albano Laziale sembra finalmente aver risolto gli atavici problemi muscolari che lo hanno tenuto lontano dal campo per due anni di fila.

Dopo essere stato uno dei protagonisti del primo scudetto dell’era Conte, Pepe era finito letteralmente nel dimenticatoio. Vuoi per l’infortunio (con annesse numerose ricadute), vuoi perché intanto la Juventus continuava a macinare vittorie. Conte, però, lo aveva sempre citato sia nelle vittorie, facendolo sentire parte integrante di quel gruppo vincente, sia quando qualcuno criticava il 3-5-2. “Mi manca Pepe, non possiamo giocare col 4-3-3” era la risposta tipica del salentino che strappava non pochi sorrisi a chi non si capacitava della Pepe-dipendenza del sistema di gioco juventino.

Ora però tutto sembra essere cambiato. Allegri sta cercando di “rubare” i principi di gioco essenziali del suo predecessore, compreso quello di Pepe nel 4-3-3. Lo ha provato nelle riprese contro la rappresentativa indonesiana e quella australiana. Risultato: due gol, un assist e un palo per l’ex Udinese che sta mettendo in mostra una forma sfavillante e una gran voglia di tornare protagonista. Negli ultimi due anni si era limitato ad essere l’uomo spogliatoio che faceva sorridere i compagni con la sua simpatia travolgente, ora vuole tornare un calciatore vero. Il suo destino è pieno di dubbi. Da un lato la volontà del club sarebbe quella di mandarlo a giocare, dall’altro però Pepe sta convincendo sempre di  più Allegri e non è da escludere che possa restare per permettere al livornese di ricorrere più spesso al 4-3-3. Con buona pace di chi prima rideva.

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