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Diego-Lopez. evidenza

Con un quadriennale da 2,8 milioni di euro a stagione il Milan ha ingaggiato Diego Lopez, portiere 33enne ex Real Madrid. Nonostante la non più verde età si tratta di un buon colpo, decisamente importante per blindare una porta troppo battuta negli ultimi anni e difesa spesso da estremi difensori poco affidabili. Negli ultimi venti/trent’anni, infatti, la società rossonera ha sempre posto poca attenzione al ruolo del portiere, dedicandogli scarsi investimenti e preferendo spesso una soluzione “tampone” ad un acquisto di grido tra i pali.

SEBA ROSSI, DAL RECORD ALLA SQUALIFICA – Eppure il primo numero uno dell’era berlusconiana, Giovanni Galli, venne prelevato dalla Fiorentina per ben 5 miliardi. Dopo un inizio brillante, nel 1989 Galli incappò in una serie di prestazioni incolori, tanto che il vice Andrea Pazzagli riuscì a ribaltare le gerarchie rubandogli il posto da titolare. Dopo il successo in Coppa dei Campioni, il portiere toscano decise di andar via, lasciando via libera a Pazzagli che però non convinse e dopo la papera contro l’Atalanta del 17 marzo 1991 venne sostituito dal giovane Sebastiano Rossi. Il portiere romagnolo difenderà la porta del Milan per una decina d’anni, contrassegnati da alti e bassi che non gli impediranno di stabilire il record d’imbattibilità (ancora imbattuto) di 929 minuti.

Nel 1997 Seba viene relegato in panchina in favore di Massimo Taibi, acquistato dal Piacenza.  Il portiere palermitano gioca un girone d’andata non indimenticabile e nel girone di ritorno il titolare è di nuovo Rossi. L’anno successivo Taibi viene ceduto e in rossonero arrivano Jens Lehmann e Christian Abbiati, con il portiere tedesco primo nelle gerarchie di Zaccheroni. Bastano però tre partite a far venire i primi dubbi al tecnico di Meldola, dubbi che diventano certezze alla 5/a giornata contro il Cagliari, quando Lehmann si fa espellere e viene sostituito dal solito Rossi che para un rigore e torna titolare fino all’ultima partita del girone d’andata. Contro il Perugia, infatti, il portierone di Cesena colpisce Bucchi con una manata Bucchi e viene sostituito da Abbiati, che si rivelerà decisivo per la conquista dello scudetto.

L’ILLUSIONE DIDA – Il Milan sembra aver trovato finalmente un portiere affidabile, ma nell’estate 2002, contro lo Slovan Liberec nei preliminari di Champions, l’estremo difensore rossonero si fa male e il suo posto viene preso da un colosso brasiliano che due anni prima, chiamato a sostituire lo stesso Abbiati impegnato alle Olimpiadi in Australia, si era reso protagonista di una papera clamorosa nella gara di Champions contro il Leeds: Nelson Dida.

Contro ogni pronostico Dida diventa titolare fisso a suon di prestazioni e conquista la Champions League del 2003 da protagonista, guadagnandosi gli applausi di tifosi e critica che per due/tre anni lo considerano addirittura ai livelli di Buffon. E’ solo un’illusione, che dura fino al 12 aprile 2005, quando nel derby di ritorno nei quarti di Champions contro l’Inter, Dida viene colpito da un fumogeno. Da quel momento  in poi si assiste ad un’involuzione paurosa del portiere brasiliano, protagonista in negativo praticamente in ogni gara che gioca. Dopo anni di esilio obbligato, la società richiama Abbiati e lo alterna al brasiliano, ormai fragilissimo psicologicamente come dimostrato dalla sceneggiata di Glasgow contro il Celtic.

Dimitrios Eleftheropouolos, anche lui è passato per Milanello.
Dimitrios Eleftheropouolos. Anche lui è passato per Milanello.

MILANELLO PORTO DI MARE – Dal 2005 a Milanello passano estremi difensori di ogni tipo. Tra i tanti spicca il greco Dimitrios Eleftheropoulos, che non va oltre 2 prestazioni contro il Chelsea e il Chicago Fire durante una tournée estiva della squadra rossonera negli Stati Uniti. Simpaticissimo è Zeljiko Kalac, detto The Man: basti pensare che dopo una papera contro il Brescia in Coppa Italia si giustificò così: “Scusate, stavo pensando ai cazzi miei“. Impossibile non citare Ferdinando Coppola, arrivato al Milan nel 2006 e andato via nel 2014 senza collezionare nemmeno una presenza in rossonero, più o meno lo stesso percorso di Flavio Roma. Non indimenticabile l’esperienza (appena conclusa) di Marco Amelia, mentre qualche anno prima meglio ha fatto, seppur per un breve periodo, Marco Storari. Così dal 2009, nonostante il gran traffico negli spogliatoi di Milanello e dopo diversi prestiti, il titolare è stato sempre lui, Christian Abbiati, che tra alcuni grandi interventi come la parata scudetto su Eto’o nell’aprile 2011 e qualche errore di troppo è diventato il portiere con più presenze nella storia del Milan, 331. Anche Christian però ha fatto il suo tempo, Galliani lo sa e ad inizio estate prende il trentenne Michael Agazzi, reduce da un paio di buone annate fra Cagliari e Chievo. La prima partita del bergamasco è un incubo. Nell’amichevole statunitense contro il Manchester City gli attaccanti dei Citizens calciano da tutte le parti e lui ne prende 5, non riuscendo a scacciare via quella che ormai sembra una maledizione che aleggia sulla testa dei portieri milanisti. Starà ora a Diego Lopez provare a interromperla, cercando di far dormire sonni tranquilli ad Inzaghi nei prossimi quattro anni. Ci riuscirà?

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