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Giuseppe Rossi, il calcio, il ginocchio e la sfortuna. Un “quadrilatero” non proprio fortunatissimo che si è andato spesso delineando per il campionissimo di casa Fiorentina. Costretto alla tribuna tra lo sgomento popolare, eh si perché più si è campioni, più si è sfortunati, più allora si è amati dalla gente, soprattutto dal popolo viola, che ha riversato in Rossi quell’incredibile amore che solo un altro grandissimo del calcio italiano, come Roberto Baggio, era riuscito a raccogliere. Il talento del New Jersey ha riempito gli occhi e i cuori dei tifosi gigliati, ripartendo proprio da quella splendida parabola, firmata Divin Codino, terminata nell’estate del 1990; il suo infortunio, l’ennesimo della carriera del piccoletto ex Villareal, contro il Livorno suscitò grande commozione popolare, tanto da chiedere a gran voce la sua convocazione allo stesso Mondiale.

GAZZETTA DELLO SPORT SU ROSSI Ora però tutto sembra passato, le condizioni fisiche del giocatore migliorano e le recenti prove in terra sudamericana e iberica lasciano ben sperare la Fiorentina e Montella che, finalmente, avrà il pacere di schierare la premiata coppia “sfortunata” GomezRossi. La Gazzetta dello Sport dedica oggi un focus al “genietto” numero 22, soffermandosi in particolare sulle condizioni del suo ginocchio destro, vero e proprio protagonista, suo malgrado, di un servizio a tutto pagina sulla rosea. Proprio come il grande 10 del passato, prima nominato, Giuseppe Rossi sarà seguito da un fisioterapista d’eccezione, voluto dalla stessa società, Luke Buongiorno, un amico dello stesso Pepito, messo sotto contratto con un rapporto di “consulenza”. Sarà proprio lo specialista australiano a curare, in ogni minimo dettaglio, le reazioni di Rossi e della sua articolazione, prendendo in considerazione tutte le dovute precauzioni del caso, con l’interesse di comunicare tutte le proprie sensazioni e idee non solo allo staff della Fiorentina ma anche a quello della Nazionale azzurra, del resto Pepito è un patrimonio sia viola che degli azzurri.

LA STRATEGIA VIOLA PER ROSSI Macia e Pradè sono due vecchie volpi del marcato che conoscono a menadito il campo da calcio e l’identità, e le sensazioni, dei propri prospetti, Montella è poi un allenatore che come lo stesso Rossi ha ribadito qualche giorno fa “Grande perchè conosce i propri giocatori”, l’idea è quella di sfruttare al massimo il potenziale del numero 22 cercando di non incorrere più in infortuni e problemi fisici. La via “maestra” dettata dalla società prevede un impiego del giocatore con il “contagocce”, ovvero in maniera specifica e cadenzata in settimane, non più di una partita ogni sette giorni quindi, almeno inizialmente. Non è un caso che Montella non abbia schierato il numero 22 viola nelle partite contro le rappresentative trentine in questo ultimo mese di ritiro, e che lo abbia prontamente sostituito nel secondo tempo del match amichevole di due giorni fa contro il Sevilla. Nemmeno la protesta dei tifosi a Moena ha smosso le idee del tecnico, Rossi infatti ha svolto un lavoro personalizzato con il fisioterapista Maurizio Fagorzi, uno degli specialisti gigliati in vista dell’inizio del campionato. Insomma la Fiorentina non vuole sbagliare nulla quest’anno, per far si che tutto “giri nel modo giusto” l’ambiente gigliato ha bisogno del miglior Pepito, magari tutto l’anno, e l’unico modo per ottenere ciò sembra essere la programmazione del lavoro e l’impegno in assenza di rischi.

Stefano Mastini (@StefanoMastini1)

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