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cristiano ronaldo

Si conclude con un lapidario 2-0 la Supercoppa Europea 2014: inciso ad imperitura memoria un nome, quello di Cristiano Ronaldo, autore di una doppietta che ha steso gli avversari di rosso vestiti. Nel corso dei 90 minuti il Real Madrid ha mostrato una superiorità imbarazzante (uniche note positive negli sconfitti l’esterno sinistro Suarez e il portiere Beto) tecnica e tattica nonostante gli avversari abbiano sempre accorciato, gettandosi su ogni pallone come se fosse stato l’ultimo della loro vita. Un solo pensiero: Navas; Nacho, Arbeloa, Varane, Marcelo; Khedira, Xabi, Illara; Isco, Jesè, Di Maria. Queste le riserve del Real Madrid, sicuri che con questo undici la partita sarebbe finita diversamente?

FORTINO ANDALUSO Il Siviglia parte con ordine, cercando di mantenere i giusti spazi fra le linee per impedire alle Merengues di scatenarsi nell’uno contro uno con i suoi quattro fiorettisti. Il più in difficoltà della prima frazione è il numero 10 James Rodriguez che patisce un po’ la partita d’esordio venendo sopraffatto dai muscoli della formazione allenata da Emery. El diez colombiano fatica a trovare una collocazione tattica: si ritrova a fare il Di Maria in fase difensiva pur non possedendone la corsa, mentre in fase offensiva appare troppo decentrato per essere realmente pericoloso.

LA CHIAVE E’ RONALDO Più che una chiave è un passe-pertout: il fenomeno portoghese è l’uomo giusto per scardinare il castello difensivo avversario e lo dimostra al minuto numero 30. Scarico su Modric e inserimento sul secondo palo: il pallone arriva a Bale (altro col piede niente male, e dire che c’era Di Maria in panchina, uno che giocherebbe titolare in qualsiasi squadra sul globo terrestre e forse anche a tre pianeti di distanza) che con un cross taglia fuori tutta la difesa andalusa e premia l’inserimento di Cristiano, il quale, manco a dirlo, arriva con perfetto tempismo ad impattare una palla con su scritto push me.

La musica non cambia nella ripresa, quando dopo appena quattro minuti di gioco è di nuovo il lusitano a raddoppiare. Stavolta è Benzema a pescarlo in area di rigore (il francese, forse il meno chiacchierato, è un perno imprescindibile, l’ideale scudiero silenzioso per il bel Cristiano) con la difesa avversaria che lo lascia colpevolmente libero sulla sinistra: per lui non fa differenza, e scarica una stilettata di mancino che brucia le mani ad un Beto in gran serata, che si supererà qualche minuto dopo su un altro mancino, stavolta naturale, quello di James Rodriguez, autore di una seconda frazione in crescendo.

FORTI IMPOSSIBILI Quello che impressiona dei madrileni è però l’incredibile tranquillità: mai in affanno nei 90 minuti, impeccabili nella fase difensiva come in quella offensiva (Carvajal, ma non solo, sugli scudi), un pressing ordinato ed efficace portato da due giocatori che non sono esattamente mastini come Modric e Kroos, alla prima partita insieme anche se pare si conoscano da una vita, sempre a testa alta senza mai buttare via un pallone, anche dopo 90 minuti quando ci si potrebbe aspettare una mancanza di lucidità, un pallone spazzato. Invece no: dopo 90 minuti testa alta e petto in fuori per tutte e 11 le Merengues, mentre gli avversari si contorcono a terra in preda ai crampi. Quella che abbiamo potuto ammirare questa sera, signori, è la perfetta macchina da calcio: il cyborg del gol Cristiano Ronaldo e l’astuto oliatore di ingranaggi Carlo Ancelotti.

MARCATORI 30′ 49′ C. Ronaldo (RMA)

REAL MADRID (4-2-3-1) Casillas; Coentrao (83′ Marcelo), Ramos, Pepe, Carvajal; Modric (85′ Illaramendi), Kroos; C. Ronaldo, J. Rodriguez (71′ Isco), Bale; Benzema. All. Ancelotti.

SIVIGLIA (4-2-3-1Beto, Fazio, Navarro, Pareja, Coke, Krychowiak, Carriço, Suárez (77′ Reyes), Vitolo, Vidal Parreu (65′ Ascas), Bacca. All. Emery.

AMMONITI 42′ Vitolo (SEV), 45′ Carvajal (RMA), 52′ Kroos (RMA), 65′ Navarro (SEV)

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