SHARE

de sanctis

Morgan De Sanctis, portiere della Roma, è intervenuto in conferenza stampa al termine dell’allenamento mattutino nel ritiro austriaco di Bad Waltersdorf. Tanti i temi toccati dall’estremo difensore giallorosso, molti dei quali particolarmente interessanti. Eccoli, evidenziati da Maidirecalcio.

SOCIETA’ SUPER – “La scorsa stagione? Tutto passa, dobbiamo dimostrare il nostro valore sul campo, non solo la domenica, ma anche preparandoci durante gli allenamenti, le occasioni comuni, capendo che ci vuole uno sforzo collettivo importante condito da umiltà. Fino a questo momento la società ha fatto un ottimo lavoro, staremo a vedere cosa succederà fino al 2 settembre, perché è verosimile che possono cambiare alcune cose, ma se avremo lo stesso spirito di gruppo dello scorso anno potremo fare bene nelle tre competizioni“.

BENATIA ESEMPLARE – “Il momento attuale del calcio italiano è di esportazione. Per quel che riguarda noi calciatori non possiamo far altro che far bene in campo e su Mehdi devo riconoscergli che ha sempre fatto tutto con massima disponibilità e impegno, si sta comportando da professionista esemplare, non è cambiato nulla rispetto al Mehdi dell’anno scorso. Vero è che perdere un giocatore come Mehdi potrebbe essere una cosa negativa, ma ci sono situazioni che prevedono sacrifici che non sempre sono a perdere, ma sono anche a guadagnare. Senza andare lontano pensiamo che l’anno scorso si piangeva la partenza di Lamela, Marquinhos e Osvaldo e poi sono arrivati giocatori non esaltati tantissimo all’inizio ma che hanno dimostrato di essere funzionali al progetto Roma”.

“PREFERIVO ALBERTINI” – “La mia idea era che Albertini potesse essere la soluzione ideale per un momento delicatissimo del calcio. Questa candidatura purtroppo non ha raccolto i consensi necessari, Tavecchio ha vinto e l’auspicio migliore è che possa in questi due anni e mezzo di mandato fare in modo che cose per le quali non veniva riconosciuto come innovatore, come portatore di cambiamenti, possa avere un sussulto di orgoglio, di competitività per poter far benissimo il lavoro di presidente federale. Noi saremo all’opposizione, ma libera di giudicare in maniera positiva o negativa ciò che vorrà fare lui con la maggioranza”.

FUTURO – “Non potrò giocare per sempre, la volontà di chiudere con un trofeo c’è sicuramente. Sulla Roma non posso immaginare che questa società, per come sta impostando il lavoro, non possa lasciare tranquilli i tifosi. Sarebbe auspicabile non trovarsi il prossimo anno una squadra che faccia oltre cento punti. Per quanto mi riguarda non posso far altro che vivere alla giornata. Non posso giocare fino a 50 anni, non posso escludere di chiudere la carriera a fine stagione, ma ne parlerò a tempo debito. Le mie energie sono concentrate sulla Roma, perché questa sarà una stagione per intensità più impegnativa e quando ci vuole più impegno servono più energie”.

SHARE