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Ha appena vinto la Supercoppa del Portogallo ma per il Benfica c’è poco da festeggiare: il club lusitano campione nazionale in carica starebbe vivendo un periodo assai critico dal punto di vista finanziario con un debito che si aggirerebbe sui 200 milioni di euro. Il “Banco Espirito Santo”, storico istituto di credito lusitano al quale erano legate buona parte delle sorti economiche del Benfica, ha chiuso i battenti per via di uno scandalo ed è stato commissariato, di conseguenza anche la partnership commerciale con le Aquile si è interrotta e così il Benfica si ritrova con l’acqua alla gola, come testimonia anche la sessione di calciomercato in corso d’essere, caratterizzata più dalle cessioni che dagli acquisti.

CAMPAGNA ACQUISTI? – E gli addii sono stati tutti altisonanti: via Oblak (Atletico Madrid), André Gomes e Rodrigo (Valencia), Garay (Zenit), Cardozo (Trabzonspor), Markovic (Liverpool), anche le poche stelle rimaste, tra cui l’argentino Gaitan, sono in predicato di cambiare maglia per poter fare cassa. Fa scalpore pure la cessione di tre giovani promesse del vivaio ad un non meglio precisato fondo di investimento in cambio di 30 mln di euro totali.

LO SCANDALO – Il “Banco Espirito Santo”, diventato nel frattempo “Banco Novo” ha annullato nel suo percorso per diventare istituto pubblico gestito direttamente dal “Banco de Portugal”, la concessione di sponsorizzazione trimestrale che lo vedeva versare al Benfica ben 70 milioni di euro per volta, una vera e propria manna per la società. Nel mezzo ci sono pure delle controverse vicende giudiziarie legate alla gestione della squadra che hanno visto alcuni dirigenti di spicco cadere in disgrazia e finire addirittura in manette per reati finanziari.

MALEDIZIONE – Il Benfica prenderà parte alla prossima edizione della Champions League e la massima competizione continentale per club resta uno dei pochi appigli ai quali potersi aggrappare: superando la sola fase a gironi infatti arriverebbero non pochi soldi dalla UEFA da poter poi utilizzare per ridurre i propri debiti. Intanto torna alla mente la solita “maledizione” lanciata contro il Benfica da Bela Guttman, l’allenatore magiaro artefice della vittoria in Coppa dei Campioni nel 1962, il quale lasciò polemicamente il club all’indomani de successo esclamando con fare tristemente profetico: “Nei prossimi cent’anni non vincerete più una coppa”. Detto fatto, il Benfica di finali europee da allora ne ha perse ben otto non vincendone alcuna. Ma adesso più della maledizione di Guttman i tifosi del club sono preoccupati dal tutt’altro che improbabile spettro del fallimento.

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