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Zeman

zeman cagliari

Zdenek Zeman, ex allenatore della Roma ed ora al Cagliari, ha rilasciato una lunga intervista a “Il Corriere dello Sport“. Queste le parole del tecnico boemo:

TAVECCHIO – “E’ difficile cambiare il sistema se i personaggi sono sempre quelli, uomini che danno poca importanza al calcio giocato: è una casta che ha scelto il suo presidente. So bene che nel calcio ci sono quelli che pensano solo a far soldi. Li combatto, sono diverso. E insisto sulla mia strada. Dalla mia panchina e sui campi io vedo correre persone, non soldi, sento battere cuori, non le casse del business”.

ITALIA“Mi rifiuto di addossare la colpa a singoli. Non mi è piaciuto il gioco a fare di Mario Balotelli il capro espiatorio del tonfo mondiale, per di più dopo che gli stessi denigratori l’avevano esaltato per il gol all’esordio contro l’Inghilterra. C’è a monte un problema di cultura, di lavoro, di settori giovanili poco curati. Conte ct? E’ un allenatore, alla Nazionale serve un selezionatore”.

CAGLIARI“Idee e lavoro, ci divertiremo. Ho un bel gruppo, con dieci giovani che si impegnano e sono in sintonia tra loro. L’accoglienza ricevuta in Sardegna mi fa molto piacere e ne sento tutta la responsabilità, farò il massimo per far giocare bene la squadra e regalare emozioni. Sto spiegando alla squadra che occorre lavorare duramente per far divertire la gente sugli spalti, i tifosi, quelli veri. Persone che non hanno niente a che fare con i violenti. Chissà perché quello che non si può fare in mezzo alla strada è permesso dentro lo stadio. Possiamo sorprendere? C’è spazio anche per noi. Mi diverto seguendo il mio progetto di calcio. Sono contro il sistema, fuori dal Palazzo, ma insieme a tante persone che apprezzano ciò che faccio. Ciò mi ha dato la spinta e le soddisfazioni per andare avanti”.

PJANIC E DE ROSSI“Continuo a dire che il nostro è uno sport professionistico, e occorre lavorare seriamente. Se qualche giocatore, ad esempio Pjanic, crede che il campo sia un parco giochi, sbaglia. E’ cambiato il rapporto dei calciatori fra loro. Prima stavano molto in gruppo, non ognuno per sé o chiuso con le cuffie o a navigare su Internet. Devo dire che a Cagliari c’è un bel gruppo, ho dieci giovani molto impegnati sul lavoro. E anche molto in sintonia fra loro. Io credo nei rapporti personali, detesto persino l’uso del telefono. A me piace giocare a carte e vedere i ragazzi giocare, anche se molte società lo proibiscono. Magari temono giochino a soldi. De Rossi? Io non ho mai avuto un problema con De Rossi, forse lui ha avuto problemi con me”.

Sul razzismo e sulla vecchia battuta di Agnelli su suo zio Vycpalek: “Una brutta battuta, ma ne fanno tutti, anche Tavecchio sui mangia banane. Razzismo? A me sembra che in Italia siate troppo sensibili su questo punto, nel senso che se si fischia un ragazzo africano ci si scandalizza più che se si fischia un italiano. Sapeste che cosa mi hanno urlato a Torino quando sono andato a giocare contro la Juve! Altro che razzismo! Mio zio era considerato il più grande talento del calcio ceko. Agnelli non ha salvato proprio nessuno”.

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