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Joshua Brillante ha già messo a segno la sua prima rete in viola nella tournée in terra sudamericana, oggi però è stato tempo di confrontarsi con la carta stampata, il giocatore australiano dalle spiccate capacità atletiche si è presentato ai suoi nuovi tifosi nella conferenza stampa ufficiale dei viola presso la sala Manuela Righini all’interno dello stadio Franchi.

CONFERENZA STAMPA BRILLANTE Ecco le parole di Brillante ai giornalisti presenti in sala “L’affetto dei tifosi? Ringrazio i tifosi e la città che stanno rendendo il mio ambientamento più semplice. Il mio idolo nel mondo del calcio? Quando ero in Australia sono cresciuto col mito di Del Piero. E’ stato bello vederlo nel mio paese e giocare contro di lui. Il calcio australiano sta crescendo molto, l’arrivo di Del Piero ha aiutato ad ampliare gli orizzonti: è stata una spinta per tutti. Quando ero piccolo mi piaceva Kewell ma me ne piacciono anche altri. Kewell è stato il primo ad andare via dall’Australia e a fare carriera, mi piacerebbe fare come lui” L’impatto con il club viola non è passato di certo inosservato “La squadra mi ha accolto bene e questo mi sta facilitando. Non parlo molto bene italiano quindi ho maggiori rapporti con chi parla in inglese anche se spero di imparare presto l’italiano. Che dico di Montella? Mi ha detto di allenarmi bene e di lavorare intensamente ogni giorno. Voglio fare una grande impressione su di lui per giocare“.

La massima serie italiana è più di uno stimolo per il giovane australiano come lui stesso ha sottolineato “Trasferirsi in Serie A è un passaggio molto importante, qui tutte le squadre hanno dei grandi talenti. Farò di tutto per cercare di aiutare questa squadra, è una grande occasione per me” Terzino o mediano, Brillante può essere l’uno e l’altro “Ho sempre giocato da centrocampista, in Australia ho giocato anche più avanti e come terzino ma qui a Firenze vorrei giocare a centrocampo. Sono arrivato solo da un mese quindi sto cominciando ad apprendere come gioca la squadra. Dai compagni sto apprendendo l’atteggiamento e di ridurre al minimo i rischi, ciò che conta è vincere le partitePoi avanti con le note personali “Per la maglia ho scelto il 25 perchè è la data del mio compleanno. Quando ero bambino potevo vedere solo la Premier League e a me piaceva Zola che aveva proprio questo numero. Mio nonno era nato a Campobasso che è la città da dove tutti i miei avi sono emigrati. Non ho più parenti qui in Italia” Un’ultima battuta sul look “selvaggio”La mia barba? Ce l’avevo lunga un anno e mezzo fa. Non so perchè me la feci crescere, forse ero pigro. Ad un certo punto avevo la barba così lunga che sembrava di avere capelli sul volto tanto che avevo difficoltà anche a mangiare”.

Stefano Mastini (@StefanoMastini1)

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