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Giovedì 14 Agosto
, a poche ore dall’inizio della stagione 2014- 15 di Premier League, si è tenuta a Londra una marcia di protesta contro l’eccessivo costo dei biglietti, a cui ha partecipato una moltitudine di tifosi venuti da tutto il Regno Unito. La marcia, organizzata dalla Football Supporters’ Federation, è partita da Marble Arch, nel cuore della capitale britannica, ed ha toccato le sedi della FA; lo slogan di riferimento era “Affordable Football for All”, ovvero “un calcio alla portata di tutti”, e alcuni striscioni recanti scritte come “Football without fans is nothing” e “Demand cuts in ticket prices” hanno chiarito il messaggio dei supporters.

LA PROTESTA Kevin Miles, il direttore esecutivo dell’associazione di tifosi, ha spiegato in questi termini le motivazioni della protesta: “E’ oramai passata la convinzione che il calcio sia diventato un passatempo da middle- class, ma io non la vedo in questo modo. Vedo tifosi tradizionali che fanno sacrifici per comprare biglietti a costi che ritengono irragionevoli pur di seguire la squadra che amano. E’ un mercato vincolato, i club possono spremere le persone in un modo non permesso alle altre aziende. I club” continua Miles “non sembrano intenzionati ad abbassare il costo dei biglietti; qualche tifoso ha deciso di non andare più allo stadio ma tutto ciò non è giusto. E’ il nostro gioco, noi eravamo qua prima che arrivassero gli investitori e saremo qua quando se ne andranno. Noi non crediamo che sia corretto smettere di andare allo stadio per far cambiare qualcosa, quindi cerchiamo un modo alternativo“.

ESEMPIO DELLA BUNDES L’esempio a cui la Football Supporters’ Federation guarda è quello della Bundesliga; un costo medio per un biglietto di una partita della massima serie tedesca si aggira sui 23 euro mentre in Inghilterra il costo sale alle 62 sterline, circa 77 euro. Christian Seifert, il direttore generale della Bundesliga, rincara la dose spiegando che “ogni anno il Bayern Monaco incassa 30-40 milioni di sterline in meno rispetto al Manchester United dai proventi della vendita di biglietti“.
Un modello da seguire, insomma, ci sarebbe; tutto sta a capire se ci sia la volontà dei club di Premier di percorrere la strada “tedesca”.