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Auguri al ‘Loco’ che oggi compie 70 anni. Auguri a Hugo Orlando Gatti. Un portiere, un mito, un’istituzione di tutto il Sudamerica.

Una leggenda ancor prima di morire.

Auguri a l’uomo che sfidò D10S, uscendone sconfitto ma a testa alta. Auguri all’artefice principale della prima, storica, Coppa Libertadores vinta dal Boca Juniors, nel 1977, in quel del ‘Centenario’ di Montevideo dove, dopo due finali tragiche che non portarono a nulla di fatto, annientò il Cruzeiro ai calci di rigore, permettendo a Buenos Aires, con buona pace dei millonarios del River, di vincere la sua prima coppa Libertadores.

Lui, Hugo Gatti, una gioventù nella ‘parte malvagia’ della capitale, a Nunez appunto, che non però gli costò, una volta passato all’ombra della Bombonera, insulti e minacce. No. Perché lui, il loco, aveva già conquistato il popolo ‘azul y oro’ nel lontano 1967, quando, proprio col River, profanò sua maestà la Bombonera.

Ma il fatto che tutti ricordano fu un altro. Quando Hugo infatti si posizionò sotto la Doce, pronto a giocare, dagli spalti volò di tutto. Anche una scopa. Hugo non fece una piega. La prese e si mise a spazzare l’area di rigore, nell’incredulità generale dello stadio, che ben presto si trasformò in delirio. Fu la prima volta. La prima volta che un’odiata ‘gallinas’ fece impazzire il popolo del Boca. La prima volta che Hugo Gatti entrò nel cuore del suo futuro popolo. La prima vera pazzia di un uomo che è già leggenda.

Il primo ‘colpo di testa’ di un uomo sempre e solo fuori dalle righe, come quando prima di un Boca-Argentinos disse di Maradona ‘Dove vuole andare quello? Sembra un barilotto’. Il giorno dopo Diego gli rifilò 4 gol. Segnò 4 gol al portiere con la fascia in testa e gli occhi dipinti come un giocatore di fùtbol. Perché Hugo era forse più pazzo che bravo. E tra i pali, era un fenomeno. Una leggenda. Auguri ‘loco’.

di Stefano Mazzi

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